Nessuno ci potrà più multare nel caso in cui il tagliando per la sosta sulle strisce blu della nostra auto è scaduto. L'unico importo dovuto sarà quello corrispondente alla tariffa per il periodo scoperto.

Lo afferma una nota diffusa dal Ministero dei Trasporti per mezzo del sottosegretario Umberto Del Basso De Caro. Nota sollecitata dall'interrogazione, posta da numerosi comuni, volta a fare chiarezza sulla interpretazione delle norme in materia.

Si ipotizzava, infatti, una divergenza d'interpretazioni tra il parere del Ministero dei Trasporti ed i precedenti pareri del Ministero degli Interni che, a partire dal 2003, sembravano andare in direzione dell'applicazione della multa.

La nota, twittata in anteprima dal ministro Lupi, fa notare come già nel 2010 anche il Ministero degli Interni si sia uniformato al parere del Ministero dei Trasporti.

Cosa dice la norma

La definitiva interpretazione fa riferimento all'articolo 156, comma 6 del Codice della Strada, che stabilisce, come unico obbligo per l'automobilista, quello "di segnalare, in modo chiaramente visibile, l'orario in cui la sosta ha avuto inizio".

Ne consegue che, in caso di superamento del limite orario per il quale la sosta è stata pagata, si configura unicamente una "inadempienza contrattuale", sanabile con la corresponsione della differenza dovuta. La multa è, invece, una sanzione amministrativa che si applica in caso di "violazione di una norma di comportamento".

In pratica, la multa è ammessa solamente nei casi in cui l'automobilista non espone alcun tagliando.

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Le proteste dei Comuni

Non si sono fatte attendere le reazioni dei comuni, in particolare quelli più grandi, che non fanno mistero di contare sugli incassi delle multe per dare ossigeno alle casse delle amministrazioni.

Una dichiarazione a sostegno della validità delle multe è venuta dall'ANCI, l'associazione dei comuni.

La norma interpretata secondo il parere del Ministero dei Trasporti renderebbe nulle le multe (variabili secondo il codice da 25 a 99 euro) comminate a partire dal 2010, data in cui anche il Ministero degli Interni aveva espresso parere in tal senso.

In una città come Roma, si calcola che l'importo da restituire ai cittadini possa raggiungere diversi milioni di euro.

Come ottenere il rimborso

Sulla vicenda interviene anche il Codacons, secondo il quale i comuni dovranno annullare d'ufficio tutte le multe comminate negli ultimi 60 giorni, inoltrando richiesta alle prefetture competenti. Nel caso in cui non lo facessero, l'associazione dei consumatori arriva ad ipotizzare il reato di omissione ed abuso di atti di ufficio.

Il Codacons invita comunque i cittadini che si trovano in questa situazione a mandare una segnalazione a info@codacons.it, minacciando di sommergere di ricorsi prefetture e giudici di pace, anche per richiedere la restituzione delle multe indebitamente incassate dai comuni in questi anni.