Non si ferma la discussione dopo quanto affermato qualche giorno fa dal sottosegretario alle Infrastrutture e Trasporti, Umberto Del Basso De Caroviola, in risposta ad un' interrogazione parlamentare riguardo la sosta che si protrae nei parcheggi con strisce blu oltre l'ora per cui è stata pagata la tariffa dovuta.

Ieri l'Anci, associazione nazionale dei comuni, ha risposto a quanto riferito in parlamento dal sottosegretario. Secondo l'associazione, la comunicazione del ministero non è esatta in quanto la norma è chiara e, in caso di sosta che si protrae oltre l'orario per cui è stata pagata la tariffa dovuta, si devono applicare le sanzioni previste dal regolamento comunale, secondo quanto prescritto dall' Art.

17 comma 132 della legge 127/97.

Secondo la sopracitata norma "i comuni possono, con provvedimento del sindaco, conferire funzioni di prevenzione e accertamento delle violazioni in materia di sosta a dipendenti comunali o delle società di gestione dei parcheggi, limitatamente alle aree oggetto di concessione. La procedura sanzionatoria amministrativa e l'organizzazione del relativo servizio sono di competenza degli uffici o dei comandi a ciò preposti. I gestori possono comunque esercitare tutte le azioni necessarie al recupero delle evasioni tariffarie e dei mancati pagamenti, ivi compresi il rimborso delle spese e le penali".

Sulla diatriba è intervenuto, in occasione di una visita presso l' Interporto di Padova, anche il ministro Maurizio Lupi, affermando: "La questione è semplice: se ho pagato la sosta e poi sto 10 minuti in più, non posso ricevere la multa, ma dovrò pagare la differenza e il tempo in più.

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Ai comuni chiediamo di rispettare le regole che il codice della strada prevede. Non serve una norma, perché abbiamo verificato che l'interpretazione della norma è chiara e quindi il caso è chiuso. Per una volta non complichiamo la vita ai cittadini".

La vicenda però non sembra ancora del tutto chiusa e sull'episodio è intervenuto anche il Codacons chiedendo al ministero una circolare che faccia chiarezza e che disciplini le modalità di recupero delle somme dovute. Il rischio, secondo l'Associazione dei diritti dei consumatori, è infatti quello che i comuni stabiliscano, nei loro regolamenti, sotto forma di rimborso spese e penali, gli stessi importi, se non addirittura superiori, previsti per le multe.

Sembra ancora lontana la parola fine per questa diatriba. Per il momento abbiamo da una parte l'interpretazione del ministero, dall'altra quella dei comuni e al centro della disputa, come al solito, i cittadini che nel frattempo non sanno come comportarsi.