Si fa sempre più probabile un rinvio delle prossime scadenze di giugno.

Dopo l'allarme lanciato dai Caf, anche il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Graziano Delrio fa capire che il #Governo è pronto a prendere in esame questa possibilità.

Le scadenze di giugno

Alla denuncia dei Caf, che prevedono di essere presi d'assalto nelle prossime settimane, ha dato ancora più forza l'analisi della Cgia di Mestre che ha calcolato 29 scadenze fiscali nei prossimi due mesi.

Non solo quindi Irpef e #Tasi, ma anche versamenti Iva, Ires e Tari, che rischiano di mandare in tilt non solo i centri di raccolta, ma gli stessi contribuenti che, in alcuni casi, non hanno ancora ben chiaro quanto pagare.

E' questo il caso della Tasi, la Tassa sui Servizi Indivisibili, per la quale solo il 10 per cento dei comuni (800 su 8.000) ha definito le aliquote, ed è assai improbabile che tutti gli altri riescano a deliberare entro il termine ultimo del 23 maggio, come previsto dalla normativa, anche perché sono circa 4.000 le amministrazioni impegnate nel rinnovo dei consigli comunali e non hanno il tempo, e probabilmente neanche le intenzioni, di definire in questa settimana l'esatto importo da far pagare ai propri cittadini.

Ecco quindi che il rinvio della scadenza del 16 giugno diviene utile sia per chiarire le esatte aliquote da applicare, che possono variare dal 2,5 al 3,3 per mille, sia per alleggerire il carico di lavoro dei Caf che, allo stato attuale, rischia di causare un ritardo negli adempimenti.

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Le proteste dei Comuni

Di fronte a questa ipotesi, monta la protesta dei Comuni che, in caso di rinvio della scadenza del 16 giugno, si troverebbero a dover fronteggiare un buco nei già disastrati bilanci comunali tale da mettere in pericolo il pagamento degli stipendi e l'erogazione dei servizi essenziali.

Per fare chiarezza sull'ipotesi è previsto a breve un incontro con il Governo per discutere della proposta dell'Anci, l'Associazione dei Comuni, che chiede l'istituzione di un fondo per tamponare il mancato versamento e consentire lo slittamento della scadenza al 16 settembre, almeno per quei Comuni che non hanno ancora provveduto alla definizione delle aliquote

La disponibilità annunciata dal sottosegretario Delrio vale, in questo senso, quasi un'ammissione; non resta che attendere per l'ufficializzazione, anche se difficilmente arriverà prima delle consultazione del 25 maggio.