Il caos Tasi che ha messo al centro del vortice il cittadino sta creando una certa confusione anche per le dinamiche amministrative degli enti pubblici. Molti piccoli e grandi centri locali non hanno potuto deliberare in tempo le aliquote e le detrazioni previste per legge, e ora si trovano con problemi di liquidità nell'amministrazione ordinaria.

Tutto questo nonostante i pagamenti imu dovuti sia per i fabbricati seconda casa, sia per gli immobili che non rientrano nell'esenzione della prima casa, oltre che le eventuali addizionali irpef laddove risultano confermate.

Con la proroga arriva l'aiuto dello Stato

Lo Stato centrale ha previsto di porre rimedio alla situazione anticipando le somme dovute dai cittadini.

Il ministro dell'Economia Pier Carlo Padoan sottolinea che si tratterà di una forma temporanea di aiuto, che deve comunque rimanere contenuta nelle risorse centrali di bilancio disponibili.

Il Ministero dell'Economia fa sapere che comunque entro la prossima settimana arriverà un apposito decreto legge, in modo da fornire ai Comuni le risorse necessarie al mantenimento dei servizi verso il cittadino.

La complessità del sistema tributario è un problema che si riverbera non solo sui cittadini, ma anche sulle stesse istituzioni. Piero Fassino, presidente dell'Anci, si fa portavoce delle necessità dei centri comunali affermando che il vero problema non è la Tasi, ma le risorse di budget che vengono messe a disposizione degli amministratori locali a livello complessivo.

Risulta evidente che il patto di stabilità e i limiti di bilancio rendono difficoltosa l'amministrazione nei Comuni e la fornitura dei servizi ai cittadini, sebbene gli italiani stiano sperimentando una pressione fiscale sul mattone mai così elevata rispetto a quanto avvenuto nel passato.

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