Come ormai ampiamente risaputo, la settimana scorsa sono scaduti i termini di pagamento per imu e Tasi 2014: non tutti i contribuenti sono riusciti ad effettuare in tempo il versamento previsto per il 16 giugno, complice il caos normativo delle ultime settimane e le difficoltà di calcolo.



Chiunque sia andato al di là con i tempi sarà costretto a far fronte a sanzioni o multe, anche se il quadro normativo differisce in base al tipo di imposta (Imu o Tasi 2014) per la quale si è disattesa la scadenza.

Imu 2014, multe e tipologie di ravvedimento operoso 



In apertura abbiamo fatto cenno al caos normativo innescatosi nelle ultime settimane a proposito delle imposte sulle casa, ma va immediatamente precisato che lo stato di confusione generalizzato non ha minimamente toccato l’Imu 2014, in riferimento alla quale tutto era stabilito ormai da tempo.



I contribuenti che incapperanno in eventuali ritardi avranno per tanto a che fare con delle sanzioni commisurate al tempo intercorso tra la scadenza e la messa in atto del ravvedimento operoso.



Più in dettaglio, esistono tre tipologie di ravvedimento operoso:



  1. Ravvedimento Sprint, si concretizza per tutti i contribuenti che paghino l’Imu 2014 entro il 14esimo giorno di ritardo: la sanzione prevista è dello 0,2% per ogni giorno, somma cui vanno aggiunti gli interessi calcolati al tasso annuo dell’1%;
  2. Ravvedimento breve, si concretizza per tutti i contribuenti che paghino l’Imu 2014 dal primo al 16 luglio: la sanzione prevista è dello 0,3% cui vanno aggiunti i consueti interessi;
  3. Ravvedimento lungo, si concretizza per tutti i contribuenti che paghino l’Imu 2014 dopo il 16 luglio (e quindi con oltre un mese di ritardo). La sanzione prevista è molto più salata e ammonta al 3,75%.



Questo il quadro normativo riferito all’Imu, ma per quel che concerne la Tasi 2014 il discorso è totalmente diverso.

Tasi 2014, il governo chiede scusa e dice no alle sanzioni



Il caos normativo cui facevamo pocanzi cenno ha di fatto investito la Tasi 2014: il clamoroso stato di confusione che ha scandito l’avvicinamento alla scadenza del tributo ha persino indotto il membro della commissione bilancio del Senato Antonio D’Alì a chiedere scusa agli italiani a nome del governo, ecco che le istituzioni hanno optato per un azzeramento di sanzioni o multe notoriamente dovute per errori o ritardi.



Ad annunciarlo il sottosegretario all’Economia Zanetti, che richiamando l’art. 10 della legge 27 luglio 2000, n.212 (Lo Statuto del Contribuente) - ‘Non sono irrogate sanzioni né richiesti interessi di mora al contribuente […] quando la violazione dipenda da obiettive condizioni di incertezza sull’ambito di applicazione della norma tributaria’ - ha reso noto come non siano previsti debiti d’imposta a carico di chi abbia commesso errori collegati al pagamento della Tasi 2014 o sia incappato in eventuali ritardi.



Di certo un’ottima notizia, ma l’auspicio di tutti resta quello di un quadro normativo più chiaro per il proseguo dell’anno (il 16 giugno si è versata solo la prima rata di Imu e Tasi 2014, in tutti i Comuni in cui le aliquote della stessa Tasi 2014 non sono state stabilite entro il 23 maggio la prima rata si pagherà infatti a settembre, mentre a dicembre bisognerà procedere al saldo di entrambe le imposte, Imu 2014 compresa).