Il fumo fa male, specialmente al portafoglio. Se migliaia di fumatori si sono decisi negli ultimi anni a lasciare la vecchia sigaretta per passare alla sigaretta elettronica per risparmiare un po' di soldi, adesso potrebbero pentirsene. Non che le tasse sulle sigarette siano leggere, ma ne sta per arrivare una pesantissima sulle e-cigs.

La nuova tassa sulle sigarette elettroniche

Secondo la denuncia di Anafe-Confindustria, associazione nazionale produttori fumo elettronico, sarebbe allo studio del Governo una super tassa che aumenterebbe il prezzo dei flaconcini delle sigarette elettroniche del 58,5%, un incremento pazzesco che da 6 euro porterebbe il prezzo delle ricariche ad un massimo di 35 euro.

Il provvedimento farebbe parte di una bozza di decreto legislativo che il Governo sta valutando per il cosiddetto riordino della tassazione sui tabacchi e le sigarette elettroniche.

Secondo le associazioni dei consumatori infatti, l'errore che il Governo sta facendo in questo caso è proprio paragonare la sigaretta elettronica a quella tradizionale. Un errore che può costare caro anche al Sistema Sanitario Nazionale dato che tantissimi fumatori, vedendo quanto costano le e-cigs, potrebbero pensare che non ne vale la pena di provare e quindi è meglio restare a fumare la vecchia sigaretta catramosa. Con tutte le conseguenze per la salute che ciò comporta.

Per Anafe-Confindutria questo è l'ennesimo tentativo di distruggere il settore della sigaretta elettronica. Per adesso l'imposta di consumo del 58,5% è stata bloccata dal Tar del Lazio, ma per quanto ancora il Tribunale Amministrativo potrà difendere il settore da questo attacco alla diligenza? I dati ufficiali parlano concretamente di un flacone da 10 ml che passerebbe dal costare oggi 6 euro fino ad un massimo di 35, con una media di 21 euro.

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Un duro colpo per un settore da diversi anni ha creato migliaia di posti di lavoro e fatto smettere di fumare a chissà quante migliaia di persone.