Frenata al nuovo Isee 2015, l'indicatore della situazione socioeconomica equivalente: la prima sezione del Tribunale amministrativo regionale del Lazio (Tar) ha accolto la domanda delle associazioni dei disabili secondo la quale pensione di invalidità e indennità di accompagnamento non devono essere inseriti tra i redditi disponibili. Ciò, infatti, costituirebbe una penalizzazione nei confronti delle fasce sociali più deboli. Per questo motivo, il nuovo Isee, adottato dopo interminabili lavori parlamentari ed entrato in vigore lo scorso 1° gennaio, è stato giudicato illegittimo dal Tar del Lazio nelle parti dove è previsto che nel reddito complessivo venga conteggiata anche la pensione e l'indennità ricevuta dal soggetto, accertato disabile.

Come si legge sul sito avvenire.it, il ricorso al Tribunale amministrativo regionale è stato presentato nello scorso mese di aprile a sfavore della Presidenza del Consiglio dei ministri da un gruppo di associazioni riunite nell'Unione per la tutela persone con disabilità intellettiva, l'Utim, e dalla Promozione sociale. Si tratta di associazioni che, nella quasi totalità, raccolgono l'adesione di persone disabili.

L'accoglimento del Tar è limitato ad una delle nove istanze presentate dall'Utim e dalla Promozione sociale, mentre le altre sono state respinte. In tal modo, il giudice amministrativo ha decretato illegittimo in parte l'indicatore della situazione economica equivalente per ciò che riguarda la valutazione delle condizioni di chi fa richiesta di servizi di pubblica utilità o di prestazioni agevolate.

I migliori video del giorno

Infatti, la richiesta è stata accolta nell'ottica di respingere l'errore di includere, come reddito disponibile, l'indennità e la pensione ricevuta dal soggetto che, tuttavia, si trova in una situazione di svantaggio, pure economico, che si allarga anche alla sua famiglia.

Voucher "baby sitter": necessario il nuovo Isee

Ulteriore precisazione è arrivata nelle settimane scorse per le mamme che vogliano richiedere il voucher baby sitter: l'Inps ha stabilito, nel messaggio numero 28 del 2015, che le domande dovranno essere accompagnate dall'Isee 2015, in particolare nella parte relativa all'"Isee minorenni".

Ricordiamo che il voucher baby sitter, diverso dal bonus bebè, è destinato alle mamme lavoratrici del settore pubblico, privato, alle parasubordinate e partite Iva, per l'acquisto di servizi per l'infanzia. Il voucher, della durata massima di 6 mesi per un importo di 600 euro, va richiesto presentando la Dichiarazione sostitutiva unica (Dsu) all'Inps, al Comune, ai Caf o in via telematica. #Pensioni #Dichiarazione dei redditi