Ancora stangate sulle partite Iva nel 2015: dopo l'aumento al triplo dell'aliquota del regime dei minimi, aumenta anche l'aliquota contributiva Inps dovuta. I parasubordinati pagheranno, infatti, il 30,72% nel 2015, fino al massimale imponibile di 100 mila e 324 euro. La nuova aliquota è indicata dalla stessa Inps nella circolare numero 27 del 2015: e le brutte notizie non si fermano qui. Infatti, dal gennaio 2018, l'aliquota salirà ancora fino al 33,72% per i professionisti esclusivi, cioè coloro che dall'attività regolata da partita Iva o dalla collaborazione ne fanno la loro attività principale. Mentre la percentuale dei collaboratori non esclusivi, cioè dei collaboratori che sono già in pensione o che posseggono un'altra previdenza obbligatoria, salirà fino al 24% già dal 2016.

Inps 2015 su partita Iva: ecco tutte le nuove aliquote per tipologia di soggetti interessati

Dunque, nel 2015, sarà una stangata per tutte le tipologie di soggetti titolari di partita Iva:

  • per i soggetti parasubordinati titolari di partita Iva non assicurati obbligatoriamente e nemmeno pensionati, l'aliquota passa dal 27,72% del 2014 fino ad un massimale di 100 mila e 123 euro, al 30,72% del 2015, entro il massimale di 100 mila e 324 euro;
  • per i parasubordinati non assicurati obbligatoriamente e nemmeno pensionati, l'aliquota del 2014 del 28,72% fino ad un massimale di 100 mila e 123 euro, aumenta al 30,72% nel 2015, fino ad un massimale di 100 mila e 324 euro;
  • per i parasubordinati non esclusivi, già assicurati obbligatoriamente o già pensionati, l'aliquota nel 2014 era del 22,00% entro un massimale di 100 mila e 123 euro: nel 2015 l'aliquota sale al 23,50% fino ad un massimale di 100 mila e 324 euro;
  • per gli associati in partecipazione, l'aliquota del 28,72% del 2014 con massimale di 100 mila e 123 euro sale, nel 2015, al 30,72% con un massimale di 100 mila e 324 euro.

Ricordiamo che l'aliquota del 30,72% è dovuta anche dai possessori di partita Iva che, in fattura, possono recuperare solo il 4 per cento, aliquota che nel 2014 era del 27,72%.

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