730 o modello Unico che sia, la parola detrazioni ormai è di uso comune specie in questi giorni. Ma se da un lato, oggi la preoccupazione dei contribuenti è riuscire a quantificare esattamente le somme da poter scaricare per gli oneri sostenuti per l'anno 2014, il Governo lavora per tagliare le detrazioni a partire dal 2016. Un modo come un altro per risparmiare da parte del Governo, sempre sulle spalle dei contribuenti. Siamo nel campo delle ipotesi, almeno è quello che assicurano da Roma, ma le indiscrezioni trapelate non fanno stare certo tranquilli. Le detrazioni che permettono di pagare meno di Irpef, spesso portano i contribuenti ad avere rimborsi da parte del fisco, ma che di fatto erodono le casse del fisco, sono a rischio grazie al dossier messo in piedi dai commissari per la spending review che stanno valutando su quali intervenire.

Delle oltre 700 che sono previste dalla Legge, i commissari pare ne abbiano trovate almeno 50 su cui sarà possibile intervenire con riduzioni o addirittura abolizioni. In prima ipotesi sembrava si trattasse di interventi sulle detrazioni meno comuni, ma da un analisi attenta di quello che potrà avvenire rischiano anche le spese sanitarie, la voce più impostante tra le detrazioni. Per le spese sanitarie è allo studio un meccanismo che pare ridurrà le detrazioni in base al reddito dei cittadini e dei nuclei familiari. Si pensa di abolire del tutto le detrazioni per le fasce di reddito sopra i 75.000 euro annui. Poi, si pensa di ridurle proporzionalmente per quelle famiglie che hanno redditi compresi tra 55.000 e 75.000 euro. Sotto la soglia dei 55.000 euro tutto dovrebbe essere lasciato così come è oggi.

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Si pensa di abolire per tutti la detrazione per l'acquisto dei mobili legati alle opere di ristrutturazione. Proprio le agevolazioni fiscali per le opere di ristrutturazione, quelle per intenderci che fino al 2015 consentivano di scaricare il 50% delle spese, saranno ridotte al 36% per il 2016 come era stato già previsto. Ma si pensa di ridurle ancora e di portarle al 20%. Anche le opere per il risparmio energetico sono sotto la lente di ingrandimento. A rischio anche la possibilità di scaricare i contributi per le badanti e le colf, quindi per il lavoro domestico. Tagli allo studio anche per gli sgravi sull'agricoltura, l'editoria, il Mezzogiorno e sui trasporti su rotaia ed autotrasporto.