La materia 730 sembra facile ed alla portata di tutti ma spesso ci si trova davanti casi che necessitano di approfondimento. Il pericolo di sbagliare è sempre dietro l'angolo, soprattutto per i contribuenti fai da te, quelli che intendono presentare la dichiarazione da soli, sia nella versione precompilata che in quella ordinaria. Se per spese mediche, redditi da lavoro dipendente di un unico sostituto, redditi di pensione, fabbricati e familiari a carico, le regole sono sempre le stesse ed ampiamente conosciute, ci sono casi particolari che è meglio studiare bene e sul sito delle Entrate sono appena state pubblicate alcune risposte a questi quesiti.

Assenza di sostituto

Lavoratori che perdono il lavoro, o datori di lavoro che spesso sono poco virtuosi con le buste paga, sono questi i casi che spesso non permettevano al lavoratore di presentare il 730. Il moivo è che il 730 sia che termini con una imposta da versare al fisco o che termini con un rimborso da ottenere, vede la sua conclsione con la busta paga e con i conguagli fiscali in essa calcolati. I lavoratori che si trovano in assenza di un datore di lavoro a cui chiedere di regolare le imposte in busta paga,  fino a qualche anno fa erano obbligati a presentare il modello Unico. Adesso invece si può presentare comunque il 730, quello senza sostituto, con i conguagli che vengono fatti direttamente dall’#agenzia delle entrate. In caso di imposta dovuta, il cittadino dovrà versarla tramite F24.

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Nel caso in cui il contribuente chiuda in attivo la dichiarazione, i rimborsi saranno erogati entro dicembre 2016 direttamente dal Fisco, con un anticipo di anni rispetto ai rimborsi che vengono erogati con il Modello Unico.

Lavoratori con più Certificazioni Uniche

Un altro caso anomalo che spesso si trasforma in un vero salasso per i contribuenti è quello in cui ci sono molteplici CU, cioè si è lavorato con più datori di lavoro. Il salasso, deriva dal fatto che essendo l’Irpef una imposta che si paga a scaglioni di reddito, cioè con aliquote crescenti, i conguagli fatti dai datori di lavoro, spesso sono relativi solo al periodo alle loro dipendenze. Il surplus di imposte (Irpef e addizionali) derivante dalla somma di tutti i redditi di tutte le CU, va pagato con il 730. Il lavoratore, per evitare questo, deve comunicare ad uno dei datori di lavoro per la quale lavora tutto l’anno, la somma dei redditi percepiti anche per altri rapporti di lavoro. Solo così eviterebbe il salasso da parte del 730.

Voucher e mensa scolastica, cosa c’è di nuovo

Importante novità tra le spese detraibili per il nuovo 730/2016 proviene dalle spese di istruzione. Infatti da quest’anno è possibile scaricare le spese sostenute per la mensa scolastica dei propri figli, a partire dall’asilo. Una circolare recente dell'Agenzia delle Entrate ha concesso la retroattività di questa detrazione, pertanto si possono scaricare le spese sostenute nel 2015. Il tetto massimo sul quale si ottiene il 19% di detrazione è stabilito in 400 euro, perciò si possono recuperare 76 euro. Necessario recuperare la certificazione delle spese mensa sostenute e su questo punto, i Comuni si sono adoperati per fornirle ai propri cittadini, sempre su richiesta. Da segnalare infine la questione buoni lavoro, i famosi voucher che non vanno inseriti tra i redditi da lavoro dipendente. In parole povere, il salario che un datore di lavoro versa al dipendente tramite voucher, non fa reddito, essendo esentasse. Inoltre, i voucher  non concorrono nemmeno al calcolo della soglia di 2840,51 euro che è quella relativa al limite per essere considerati a carico. Un soggetto che percepisce più di 2840,51 euro in un anno di lavoro, ma che viene pagato tramite voucher, può essere inserito lo stresso tra i familiari a carico. #Dichiarazione dei redditi #Detrazioni fiscali