Puntuale come ogni anno, il 16 giugno è il giorno dedicato alla scadenza della prima rata di acconto dell’#imu, e come ogni anno i contribuenti devono fare attenzione alle novità, per evitare di pagare più del previsto. Quest’anno il focus è sulle abitazioni concesse in comodato gratuito ai parenti di primo grado (genitori/figli), che fino allo scorso anno erano assimilabili alle abitazioni principali del contribuente e pertanto godevano di una esenzione per la parte di rendita fino ad € 500. La legge di stabilità infatti ha cambiato le regole, a partire dal 2016, fissando anche specifici adempimenti per il contribuente.

Cosa prevede la norma, lo sconto del 50%

La Legge di stabilità per l'anno 2016 ha introdotto la riduzione della base imponibile IMU del 50% per le unità immobiliari, ad eccezione di quelle classificate nelle categorie catastali A/1 (Abitazioni di tipo signorile), A/8 (Abitazioni in ville) e A/9 (Castelli, palazzi di eminenti pregi artistici o storici), concesse in comodato gratuito dal contribuente ad un parente di primo grado.

Vale a dire un genitore che concede la casa ad un proprio figlio, o viceversa. L’agevolazione si estende anche alle pertinenze, quelle classificate nelle categorie catastali C/2 (deposito), C/6 (box auto) e C/7 (tettoie), nella misura massima di un'unità pertinenziale per ciascuna delle suddette categorie catastali.

Gli adempimenti per ottenere l’agevolazione

Per poter ottenere l’agevolazione sono previsti alcuni adempimenti, a pena di decadenza. Il primo adempimento è quello dell’obbligo della registrazione del contratto di comodato. Una novità non di poco conto, visto che la registrazione a tassa fissa di questo tipo di contratto, che può essere sia scritto che verbale, ha un costo di € 200, oltre ad € 16 di marche da bollo ogni quattro fogli. La registrazione va fatta entro 20 giorni dalla decorrenza del contratto.

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Ovviamente trattandosi di agevolazione per abitazione principale, il comodatario deve avere la residenza anagrafica e la dimora abituale nell'abitazione oggetto di comodato.

Altre condizioni per usufruire delle agevolazioni sono richieste al comodante, che deve risiedere anagraficamente e dimorare abitualmente nello stesso comune in cui è situato l'immobile concesso in comodato e che possieda un solo immobile in Italia, escludendo l’immobile adibito a propria abitazione e le relative pertinenze.

La stessa agevolazione si applica anche alla TASI, con il proprietario (comodante) che ridurrà al 50% la sua quota, mentre il conduttore (comodatario) non verserà nulla, per effetto dell’art. 1 comma 14 della Legge di Stabilità 2016, che ha esentato le abitazioni principali. #agenzia delle entrate #Tasi