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Quante volte i cittadini alle prese con multe e sanzioni comminate dalle Forze dell’Ordine per infrazioni al codice della strada, credono di essere nella ragione e di essere stati multati ingiustamente? Sicuramente non di rado questi cittadini avrebbero voglia di presentare ricorso, ma di fronte alle difficoltà burocratiche ed ai costi che si devono sostenere per farsi assistere da un avvocato, rinunciano a tale voglia e preferiscono pagare, forse ingiustamente la multa. Il Ministero di Giustizia ha avviato però, una nuova procedura che permetterà ai cittadini di presentare da soli i ricorsi. Ecco di cosa si tratta e tutto quello che è necessario conoscere.

Fare ricorso da soli, gratis e da casa

Il riferimento al codice della strada è sottolineato perché si tratta delle più frequenti multe che un cittadino riceve, ma la possibilità offerta dal Ministero si allarga anche a tutte le altre sanzioni che possono essere recapitate ai cittadini. Per esempio le sanzioni applicate da un Prefetto per l’emissione di un assegno a vuoto. Sul sito del Ministero di Giustizia quindi c’è un nuovo servizio accessibile a tutti i cittadini, quello che consente di compilare il ricorso on line, stamparlo ed inviarlo ad un Giudice di Pace. Sul sito ufficiale del Ministero, gdp.giustizia.it esiste la procedure guidata che aiuta il ricorrente nella compilazione del ricorso. La procedura è suddivisa in step, a partire dall’inserimento dei dati anagrafici del ricorrente, fino all’inserimento dell’oggetto del ricorso, quindi la multa, la cartella esattoriale o l’atto giudiziario.

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Vanno inserite inoltre le sanzioni che si vogliono contestare che possono essere le multe pecuniarie, il sequestro di un bene e così via. In ultimo bisognerà inserire le motivazioni che spingono il cittadino al ricorso, cioè tutto quello che si contesta della multa. Dopo aver inserito tutti i dati necessari e richiesti dal sito, bisognerà stampare il modello, sottoscriverlo e spedirlo al Giudice di Pace tramite raccomandata A/R o depositandolo di persona alla Cancelleria del Tribunale competente. 

Soggetti interessati ed altre notizie utili

Preparare, compilare e presentare il ricorso evitando di pagare un avvocato, o chi per lui, potrebbe essere un fattore che spingerà molti cittadini a contestare atti in versione “fai da te”. L’attrazione della parola gratuita potrebbe però far rischiare ai ricorrenti, il pagamento di sanzioni ed interessi doppi nel caso in cui le motivazioni che spingono al ricorso non siano valide. Per dubbi quindi è sempre meglio consigliarsi da chi fa queste cose di mestiere.

La procedura comunque è aperta a tutti i cittadini ed è altamente sicura dato che alla fine c’è da digitare un codice di sicurezza generato dal sistema per completare il ricorso. Infine, appena stampato tutto, tramite il protocollo che la procedura rilascerà, si potrà controllare l’avvenuto deposito agli atti del ricorso nonché la relativa iscrizione a ruolo. Qualsiasi cosa è impugnabile con la nuova modalità, ma se per gli atti amministrativi non ci sono limiti, per i decreti ingiuntivi di valore superiore a 1.100 euro, la procedura non può essere avviata e bisognerà trovare un avvocato.