L'operazione semplificazione del Fisco italiano sembra essere quasi una "mission impossible". Almeno a leggere la classifica stilata dal Tfm group, società multinazionale attiva nella consulenza fiscale. Secondo questa speciale classifica, denominata "Financial complexity index 2017", a livello europeo siamo il paese con l'ordinamento tributario più complesso in assoluto. Mentre a livello mondiale siamo "solo" terzi superati da Turchia e Brasile.

L'operazione semplificazione secondo i commercialisti

Eppure l'anno era partito con tutt'altro obiettivo. Il 2017 doveva rappresentare la svolta verso una maggiore semplificazione e un Fisco più vicino al contribuente.

Con un notevole ridimensionamento della documentazione da inviare all'Agenzia delle Entrate. Invece dalle analisi svolte sul territorio italiano dai vari ordini dei commercialisti si sono aggiunti ulteriori adempimenti. Solo per fare qualche esempio, in tutto il 2016 i documenti inviati all'Agenzia sono stati in totale 177 milioni. Quelli inviati, invece, nei primi 6 mesi del 2017 sono stati 130 milioni e, verosimilmente, si arriverà a fine anno a toccare la soglia dei 200 milioni. Secondo quanto rilevano i commercialisti l'incremento è derivato, in buona parte, dalle comunicazioni trimestrali dell'Iva.

Ma anche i codici tributo sono aumentati passando da circa 300 a 350. Anche se, ovviamente, questo non vuol dire che siano aumentate corrispondentemente le #tasse. Ma certo l'auspicata semplificazione è di là da venire.

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Tanto è vero che i commercialisti hanno deciso di ufficializzare il loro malcontento inviando, tramite il Presidente del Consiglio Nazionale dei Commercialisti, Massimo Miani, una lettera di protesta al Direttore dell'Agenzia delle Entrate, Ernesto Maria Ruffini.

I commercialisti chiedono una razionalizzazione del calendario delle scadenze fiscali, innanzitutto. Ma anche l'eliminazione dell'obbligo di stampa del Registro Iva e la proroga automatica degli adempimenti fiscali.

Una breve guida per pagare le tasse in modo intelligente

Come indicato anche in un altro nostro articolo si può, ancora, beneficiare della detrazione in 10 anni del 50% delle spese per ristrutturazioni edilizie e di quella del 65% per gli interventi di risparmio energetico. Nel caso, si venda l'immobile, se non si è stabilito diversamente in sede di rogito, le detrazioni spettano all'acquirente. Mentre se il bene è stato ereditato spetteranno all'erede per il periodo rimanente. Questo esclude la possibilità di dare la casa in affitto o in comodato.

Per poter usufruire della detrazione, infatti, occorre mantenere la detenzione dell'immobile.

Per quanto riguarda le spese d'istruzione, a parte il bonus asili nido di recente costituzione, è possibile detrarre il 19% per le spese di rette degli asili sia pubblici che privati fino all'importo massimo di 632 euro per ogni figlio a carico. Mentre per quanto riguarda le spese non universitarie la detrazione è del 19% fino ad un massimo di 564 euro sui redditi 2016 e, a titolo esemplificativo, le spese detraibili sono quelle relative alle tasse d'iscrizione , le spese per il servizio mensa, i contributi volontari o obbligatori richiesti dagli istituti scolastici ecc. Anche le spese di iscrizione alle Università statali sono detraibili nella misura del 19%.

Anche le spese sanitarie sostenute da uno o entrambi i genitori a favore dei figli sono detraibili. Se il documento che comprova la spesa è a nome del figlio, il genitore che sostiene l'onere può detrarre anche il 100% annotandolo sul documento. Le spese detraibili riguardano, ad esempio, pratiche assicurative, rilascio di certificati medico - sportivi o per il rilascio o il rinnovo della patente.

Ricordiamo poi che il 24 luglio, essendo domenica il 23, scade il termine per la presentazione della dichiarazione precompilata. E che il 31 luglio è il termine ultimo per pagare le imposte col modello Redditi, aggiungendo una piccola maggiorazione dello 0,40%. #Crisi economica #Detrazioni fiscali