Nei rapporti tra contribuente- debitore e Fisco vi è un terzo soggetto, l'agente della Riscossione, che è tenuto a rispettare precisi obblighi di notifica dei suoi atti. Se questi, come si verifica in molti più casi di quanto non si pensi, non vengono rispettati alla lettera tutta l'attività precedente e successiva diviene illegittima, giustificando l'opposizione a tali atti da parte del contribuente - debitore e facendo, quindi, decadere la pretesa creditoria dell'amministrazione finanziaria. A ribadire questo principio è stata la stessa Corte di Cassazione nella sentenza n°1302 del 19 gennaio 2018. Vediamo, quindi, cosa ha stabilito il Supremo Collegio e come questo influisce nei rapporti debitori tra contribuente e Fisco.

La notifica della cartella

Di solito per notificare una cartella di pagamento vengono utilizzate tre modalità tra loro alternative. In primo luogo, viene utilizzata la raccomandata con avviso di ricevimento, che può essere consegnata a chiunque sia presente al momento dell'arrivo del postino, purché abbia più di 14 anni e non sia palesemente incapace di intendere e di volere.In questo caso l'agente della Riscossione è obbligato a conservare, per 5 anni, l'avviso di ricevimento. La seconda modalità è la consegna a mano per mezzo di un messo comunale o altro soggetto abilitato come, ad esempio, i vigili urbani. In questo caso viene stilato un verbale che si chiama relazione di notifica e che fa piena prova della consegna della cartella. Infine, da poco è possibile che le notifiche arrivino al nostro domicilio digitale tramite posta elettronica certificata [VIDEO].

Se non si è certi della notifica

Come messo in evidenza dalla Corte di Cassazione se il cosiddetto atto prodromico, in questo caso la cartella esattoriale [VIDEO] non è stato notificato correttamente e nei termini tutti gli atti successivi dell'agente della Riscossione sono illegittimi e, quindi, soggetti ad essere dichiarati decaduti a seguito di una opposizione. Per sapere, però, se la notifica sia avvenuta nei termini, nel caso avessimo ad esempio smarrito la cartella esattoriale e ci sia arrivato un fermo amministrativo del veicolo, è necessario presentare una richiesta all'agente della Riscossione che si chiama, tecnicamente, istanza di accesso agli atti amministrativi. L'Agente della Riscossione è tenuto a rispondere, producendo gli originali della notifica e mantenendo nei suoi archivi la copia degli stessi, entro 30 giorni dalla richiesta.

Se questo non avviene, specifica il Giudice di legittimità, il contribuente può opporre ricorso per mancanza dell'atto prodromico e viene liberato dal debito.

Questo perché, come spiegano gli Ermellini, è espresso onere del concessionario della riscossione provare che la notificazione sia avvenuta nelle forme e nei termini di legge.E, continuano i giudici, in sede di giudizio devono essere prodotti i documenti originali senza ricorrere a documentazione equivalente come registri o archivi. Quindi, l'onere della prova della notificazione grava sempre sull'agente della Riscossione. Tanto più in sede di giudizio. #cartelle esattoriali #PEC #agenzia delle entrate