Il centro studi della Cgia di Mestre, l'associazione degli artigiani ha, recentemente, elaborato un'analisi dell'imposizione fiscale che promette di far discutere e non poco il mondo politico e le varie categorie interessate. Avrebbe, infatti, calcolato che i lavoratori autonomi pagherebbero, sia in percentuale che in valore assoluto, un importo maggiore di Irpef rispetto ai lavoratori dipendenti e ai pensionati. Vediamo di capire su quali basi la Cgia è giunta a tale conclusione.

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Le motivazioni della Cgia

Il fulcro del ragionamento svolto dagli esperti della Cgia di Mestre si basa sul pagamento dell'Irpef. Questa, infatti, è l'imposta sulle persone fisiche ed è dovuta, indistintamente, sia da lavoratori dipendenti, pubblici e privati, che dai pensionati che, ovviamente, dai lavoratori autonomi.

Solo nel 2016, ultimo anno per il quale sono disponibili dei dati, l'Irpef ha rappresentato il 33% delle entrate tributarie totali dello Stato italiano. In termini assoluti, si tratta di circa 155 miliardi di euro.

Ebbene, secondo i calcoli effettuati dall'associazione degli artigiani, benché su tutto il territorio nazionale i lavoratori autonomi, titolari di partita Iva, siano poco meno di 4 milioni e 700 mila, cioè circa il 12% dei contribuenti italiani, comunque versano, in media, 4 mila e 700 euro all'anno a testa all'Erario di Irpef. Per non parlare, poi, delle altre tasse come, ad esempio, l'Iva [VIDEO]. Da questo punto di vista, i lavoratori dipendenti versano ogni anno circa 4 mila euro. Mentre, i pensionati verserebbero circa 2 mila e 900 euro l'anno.

Il comunicato dell'associazione

Alla base di quest'analisi, come messo in risalto da un comunicato stampa della stessa Cgia, c'è stata la precisa volontà di sfatare una sorta di leggenda metropolitana che ancora vige nel nostro Paese secondo cui il prelievo fiscale più forte sia effettuato sulle buste paga e le pensioni.

Gli esperti della Cgia non negano che tra i lavoratori autonomi [VIDEO]vi siano delle sacche di Evasione Fiscale o, quantomeno, di elusione fiscale, fa notare il coordinatore del centro studi della Cgia Paolo Zabeo, ma occorre dare a Cesare quel che è di Cesare riconoscendo il contributo che i lavoratori autonomi danno al pagamento delle tasse in questo Paese. E dimostra, checché se ne dica che il popolo delle partite Iva è, di fatto, la categotia di contribuente più tartassata d'Italia. Non è poi mancato un richiamo al nuovo esecutivo in fase di formazione affinché attenui la pressione fiscale in modo da incentivare la ripresa dei consumi e l'occupazione.