Il divieto di circolazione abituale con targhe estere in Italia è una delle novità più importanti degli ultimi tempi per quanto riguarda le norme che regolano la circolazione. La novità in vigore da gennaio, impedisce di utilizzare veicoli con targhe straniere su suolo italiano se il soggetto che la utilizza o che ne è proprietario, risulti residente in Italia da più di 6 mesi. Una norma volta a contrastare l'autentico fenomeno della targhe straniere, utilizzate da italiani e stranieri per pagare meno Tasse e per essere praticamente invisibili in caso di multe e contravvenzioni.

Sulla novità però da mesi sono sopraggiunti problemi interpretativi con il Partito Popolare Sudtirolese (Pps o Svp in lingua tedesca) che ha chiesto chiarimenti riguardanti l'obbligo di residenza o la distinzione tra residenza effettiva e normale in ottica divieto di circolazione. Il Ministero dell'Interno con una nuova circolare ha provveduto a chiarire il tutto correggendo la norma e la vecchia circolare sottolineando come residenza effettiva e residenza normale non possono essere considerate la stessa cosa in materia.

Differenza tra tipologie di residenza

Il correttivi ufficializzato dalla circolare ministeriale in estrema sintesi consente ai cittadini stranieri con residenza normale in Italia di circolare liberamente con i loro veicoli a targa estera senza correre alcun rischio di essere sanzionati dalle Forze dell'Ordine. Il problema targhe straniere riguarda soprattutto veicoli rumeni, bulgari, di San Marino, del Vaticano e tedeschi o austriaci, gli ultimi 2 soprattutto nelle zone di confine del Nord Italia con soggetti pendolari tra Stati per questioni lavorative.

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Il Ministero precisa che anche se non residenti effettivamente in Italia, soggetti che per motivi di lavoro, anche stagionale, passano più di 185 giorni all'anno in Italia, possono richiedere la cittadinanza normale con la quale vedrebbe riconosciuta per legge la loro permanenza in Italia e con la quale potrebbero continuare ad utilizzare i veicoli a targa estera.

Numerosi problemi ancora irrisolti

La circolare non fa altro che estendere la possibilità di utilizzare ancora le targhe estere a chi ha la residenza normale in Italia pur non essendo residente a tutti gli effetti.

Occorre ricordare che la residenza normale può essere richiesta da tutti i cittadini stranieri provenienti da uno stato dell'area UE che per motivi di lavoro o per motivi personali conclamati, restano in Italia per almeno185 giorni l'anno. Dal Pps considerano questo correttivo una loro vittoria visto che è un partito di una zona dello stivale, a confine con Germania e Austria, dove la problematica è indubbiamente più sentita.

Sempre dal Partito Popolare Sudtirolese però ci tengono a sottolineare come restino ancora troppe le problematiche che la norma lascia in campo. Sarebbero necessarie deroghe particolari per alcune fattispecie di situazioni che quotidianamente si verifichino. Si va dai lavoratori della Croce Bianca che non potrebbero spostare veicoli esteri coinvolti in sinistri al parcheggiatore di hotel che non può spostare auto dei clienti perché targati all'estero.

Ancora più critico il problema di un soggetto residente effettivo in Italia che non può utilizzare l'auto di un suo familiare residente normale.

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