Le nuove tecnologie stanno spopolando nel settore sanitario, andando a costituire un enorme vantaggio sia per i medici che per i pazienti. "Ad oggi i trapianti si presentano molto all'avanguardia. Anche per la robotica". Queste sono le parole utilizzate dal direttore generale del Centro Nazionale Trapianti, Alessandro Nanni Costa, il quale è intervenuto l'altro ieri al convegno "Challenges, Innovation and Diffusion of Medical Robotics".

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Primo trapianto di rene da donatore a cuore fermo

Proprio due settimane fa, sotto la guida del professor Sergio Serni, è stato realizzato il primo trapianto di rene da donatore a cuore fermo, con l'utilizzo della medicina robotica d'urgenza. Questo rappresenta un grande successo per l'Italia, che in questo contesto si configura come un paese altamente all'avanguardia in ambito ospedaliero. Nanni Costa ribadisce: "La robotica rivoluzionerà la chirurgia apportando diversi vantaggi tra cui crescente standardizzazione, minori cicatrici, riduzioni del rischio di infezioni della ferita e minor necessità di trasfusioni". Tutto questo avverrà con il costante supporto dell'essere umano, il quale guiderà la macchina per i lavori da effettuare in campo medico.

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'Match it now': appuntamento a favore del midollo osseo

Oltre alla robotica, il Centro Nazionale Trapianti si impegnerà tra il 16 e il 23 settembre 2017 nella donazione del midollo osseo e delle cellule staminali. In quei giorni si svolgerà nelle piazze italiane il "Match it now", ossia una serie di iniziative per permettere ai giovani tra i 18 e i 35 anni di fare uno screening finalizzato all'iscrizione presso il Registro Italiano Donatori di Midollo Osseo (IBMDR).

Anche in questo caso viene considerato necessario l'utilizzo della tecnologia, in quanto consente di prelevare un campione salivare per studiare il dna e vedere la compatibilità. "Sicuramente è molto importante per noi raggiungere i giovani perché abbiamo bisogno di circa 25 mila donatori all'anno", afferma il direttore del CNT. "I giovani di solito rispondono più frequentemente e questo numero puntiamo a raggiungerlo.

Tutto è supportato dalla loro sensibilità al problema, vedendo in particolare la questione come solidarietà sociale. Donare oggi significa fare coesione sociale e mettersi in una logica di servizio verso gli altri in vista di un aiuto considerevole per loro e le famiglie".

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