Whatsapp è ancora al centro di numerose polemiche inerenti alla privacy ed alla sicurezza dei propri utenti, specie chiamando in causa l’impegno in merito allo sviluppo della crittografia end-to-end. Secondo un rapporto di Sky News , il governo britannico avrebbe chiesto alla celebre applicazione di messaggistica istantanea (proprietà di Facebook) una sorta di “punto d’accesso” ai messaggi cifrati, ma la società pare abbia rifiutato una simile concessione.

La crittografia è un tema piuttosto frequente nelle discussioni relative a tematiche quali il terrorismo e l'estremismo in Gran Bretagna, America ed in altre parti del mondo. Applicazioni come WhatsApp, che fanno leva sulla crittografia end-to-end, fanno in modo che i messaggi inviati sulla piattaforma siano codificati in maniera tale che non poter essere intercettati e letti da nessuno, incluse la stessa società e le autorità.

Questa linea di azione ha causato non pochi grattacapi in sede di rispetto della legge, temendo che possano essere oscurate prove di vitale importanza per specifiche indagini. Ma i sostenitori della privacy sono del parere che l'alternativa, ossia la costituzione di una backdoor nel software, sia ancora peggio, poiché indebolirebbe la sicurezza di tutti gli iscritti, rendendoli più vulnerabili agli hacker e a minacce di altro tipo.

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WhatsApp e la crittografia

Il team di WhatsApp ufficializza l’integrazione del sistema di crittografia end-to-end nel 2016. I compromessi a cui si andrebbe incontro introducendo una backdoor sarebbero molteplici. Non bisogna dimenticare che alcuni dei propri momenti personali, a volte anche intimi, sono condivisi proprio tramite questa applicazione. Di conseguenza, la crittografia end-to-end, negli anni, è diventata una vera e propria necessità, tanto da portare gli sviluppatori ad introdurla anche sul sito web (oltre che su Android e IOS).

D’altro canto la Gran Bretagna, visti i recenti attacchi terroristici mortali a Westminster e Manchester, sta facendo pressione affinché si raggiunga un compromesso da questo punto di vista. Infatti, sempre secondo il rapporto Sky News , il governo avrebbe chiesto WhatsApp l’accesso ad una “corsia preferenziale” già durante il periodo estivo ma il tutto è stato negato, per i sopracitati motivi e per rispetto nei confronti di una promessa fatta agli utenti.

Tuttavia, non si esclude che la situazione possa evolversi in maniera completamente diversa. Voi da che parte state? Ritenete sia giusto che il team di WhatsApp mantenga il pugno duro dinanzi a simili richieste delle autorità?

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