Le modalità utilizzate per apprendere informazioni sono cambiate nei secoli: oracoli, riti religiosi, numeri e scritte criptate, fino ad arrivare ai tempi moderni, dove l’informazione viene raccolta grazie agli algoritmi: degli schemi o procedimenti sistematici di calcolo che devono il loro nome ad al-Khwarizmi, un matematico arabo del IX d.C.

L’algoritmo, utilizzato da scienziati ed analisti, è in grado di prevedere malattie, determinare il voto di un cittadino (come nel caso di Cambridge Analytica), viene utilizzato dalle piattaforme social o dai siti online, suggerendoci prodotti adatti agli acquisti, oppure il tipo di post che potrebbe interessarci.

Come è possibile tutto ciò?

L’algoritmo apprende dal dato, risponde a domande facendo calcoli con i dati a disposizione. Questi dati, rappresentano una quantità 'strabordante' di informazioni che vengono raccolte quotidianamente, tramite l’utilizzo di siti online; ogni giorno si creano due exabyte e mezzo.

Che possibilità si hanno grazie agli algoritmi?

L’utilizzo dell’algoritmo è stato introdotto in ambito medico, come avviene in Emilia-Romagna: l'agenzia sanitaria e sociale ha introdotto un algoritmo per gestire i ricoveri ospedalieri. Si chiama RisKer, la sua funzione è quella di incrociare dati amministrativi e sanitari regionali di quasi quattro milioni di cittadini dai 14 anni in su.

L’Emilia-Romagna non è l’unica a servirsi degli algoritmi; in Italia, si sta avviando una politica medica che si avvicina alla tecnologia servendosi degli algoritmi e dei big data, per favorire una cura o una diagnosi tumorale.

In difesa della specie a rischio, ci si serve di questo algoritmi e software dando vita all’astroecologia. La novità che si riscontra grazie a questi procedimenti schematici di calcoli, è la possibilità di creare simulazioni al computer per analizzare la reazione dell’uomo dinanzi a determinati eventi.

L’ideatore è Christopher Barrett, direttore del Biocomplexity Institute al Virginia tech, nell’edificio alcuni scienziati hanno realizzato popolazioni sintetiche con cui analizzare situazioni d'emergenza (guerre nucleari o inondazioni). Lo scopo è quello di dare un’idea sul modo in cui possano funzionare le cose in svariate circostanze.

Algoritmo flop o top?

Nonostante le numerose innovazioni e possibilità dovute agli algoritmi, non sempre questi hanno un lato positivo o, compiono nello specifico la loro funzione; un esempio è l'algoritmo utilizzato per le politiche italiane del 2018 che ha analizzato la rete sociale Twitter, il quale non ha portato ad un esito positivo.

Altri tipi di algoritmi hanno dei pregiudizi già impostati nei dati scelti per esercitarli, dunque sono algoritmi discriminatori connessi ad informazioni esili, ricavate dal nostro quotidiano e dalla nostra vita privata, perciò è necessario sapere in che modo utilizzare tali dati, informazioni e come vanno regolate. Infondo, è la tecnologia che deve essere regolata dall’uomo, non viceversa.