Al pari di sostanze stupefacenti e superalcolici, lo smartphone sembrerebbe in grado di provocare dipendenza con tutto ciò che questa comporta, compresa la necessità di una vera e propria disintossicazione. Come si apprende da un servizio del quotidiano “Libero”, secondo David Greenfield, docente di psichiatria dell'Università del Connecticut, "l'attaccamento allo smartphone è in tutto simile alle altre dipendenze, poiché è in grado di causare interferenze nella produzione della dopamina". Ansia e attacchi di panico, innanzitutto. Ma non solo.

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Chi fa un uso eccessivo dei dispositivi elettronici rischia di ammalarsi della cosiddetta "Sindrome di Hikikomori".

La trappola della rete

Lo sanno bene gli smartphone-addicted: cadere nella trappola della rete è molto facile, altrettanto difficile districarsi quando ci si lascia prendere in maniera incontrollata. I rischi sono tanti e da non sottovalutare. Oltre agli ormai riportati e ribaditi classici sintomi come cali dell’attenzione, sbalzi d’umore e “nomofobia” (neologismo derivato dall’inglese “no-mobile-phone”-fobia, che sta ad indicare l’ansia legata all’assenza di connessione), l’abuso del dispositivo elettronico più utilizzato del mondo può creare addirittura una sindrome, talmente preoccupante da richiedere una cura disintossicante. Si tratta della "sindrome di Hikikomori". Ma in cosa consiste e come si può curare questo moderno disturbo?

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Ammalarsi di tecnologia

Un disturbo serio, al punto da suscitare l’interesse degli esperti. Il Sert (Servizi per le Tossicodipendenze) dell'Asl di Genova, grazie al direttore Giorgio Schiappacasse, ha addirittura organizzato un corso per genitori e bambini volto a rieducare al corretto uso dello smartphone, al fine di prevenirne i disturbi connessi al cattivo utilizzo. Il nome del corso è "Incomincio da 3" e raccoglie già numerose iscrizioni.

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Scuola Salute

L'iniziativa è rivolta particolarmente ai genitori degli alunni di Scuola primaria; l’obiettivo è riconoscere e risolvere la nuova “patologia tecnologica”, dal nome giapponese che indica uno stato in cui si perde il contatto con la realtà e ci si isola, rifiugiandosi totalmente in un mondo virtuale. Al momento i dati relativi a comportamenti anomali collegati all’uso dello smartphone sono tutt’altro che rassicuranti.

Si stima infatti che la dipendenza da Internet e dai social sarebbe superata solo dal consumo di hashish.

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