Il governo italiano ha annunciato già da qualche settimana il progetto dell’applicazione Immuni per il tracciamento dei contagi da Covid-19. Il Ministero dell’Innovazione tecnologica ha pubblicato sulla piattaforma GitHub il codice sorgente dell'applicazione insieme ad altre informazioni, da foto della grafica dell'app all’icona di Immuni. La ministra per l'Innovazione tecnologica e la digitalizzazione Paola Pisano ha inoltre precisato che il codice dell'applicazione è disponibile in rete sia per iOS che per Android, trattandosi di un software libero e aperto.

Immuni sarà in grado di tracciare e di informare gli utenti che sono a rischio di contagio da nuovo Coronavirus anche quando fossero asintomatici.

Questi utenti potranno quindi auto-isolarsi e consultare il proprio medico, evitando di contagiare altre persone. Sulla documentazione di Immuni si legge che la sua progettazione e il suo sviluppo sono basati "sui principi di utilità, accuratezza, scalabilità, trasparenza e privacy".

Sileri ha precisato che Immuni sarà disponibile entro i primi 10 giorni di giugno

A 24 Mattino, su Radio 24, il viceministro della Salute Sileri ha aggiunto che Immuni fa parte di un progetto che prevede "la riorganizzazione della medicina territoriale e della medicina preventiva". L’app Immuni sarà disponibile sui vari store di Apple e di Google. Il presidente dell'Autorità Garante per la Protezione dei dati personali Antonello Soro, nel corso di un'audizione nella commissione parlamentare per la Semplificazione, ha spiegato che la norma trasmessa dal governo al Parlamento risponde alle richieste espresse dal Garante.

Per aggirare il problema della privacy, emerso sin dall'inizio, il presidente Soro ha spiegato che non sarà prevista la funzione di geolocalizzazione. Immuni non traccerà gli spostamenti.

Scaricare e utilizzare l’app Immuni non sarà obbligatorio

I dati personali raccolti potranno essere condivisi solo se ne darà espressa autorizzazione il possessore dello smartphone.

Viene inoltre confermato che i dati raccolti saranno conservati sui singoli dispositivi e non in una grande banca dati centrale, seguendo così il modello decentralizzato di Google e Apple. Tutti i dati condivisi con il server centrale di Sogei dovranno comunque essere cancellati entro dicembre 2020.

Su Immuni è intervenuto anche il sindaco di Milano Giuseppe Sala, spiegando che, a suo giudizio, da sola l’applicazione non servirà a molto. Secondo Sala sarebbe necessario affiancarle dei "tracciatori", cioè persone capaci di decodificare i dati provenienti dall'app, permettendo così a chi di dovere di intervenire. Il sindaco di Milano ritiene che ne servirebbero migliaia e dichiara che, in altri Paesi, stanno già assumendo personale per questo tipo di ruolo.

Intanto Google e Apple fanno sapere di aver rilasciato l’aggiornamento dei loro software

Gli ultimi aggiornamenti dei software per cellulari di Google e Apple permetteranno all’app Immuni di funzionare con i dispositivi Android e iOS tramite Bluetooth.

Per Android l'app Immuni funzionerà con i dispositivi in possesso di Android 6. Per Apple e iOS invece l'applicazione sarà disponibile per gli iPhone con iOS 13.5. L'amministratore delegato di Alphabet e di Google Sundar Pichai ha dichiarato, in un'intervista a Wired, di aspettarsi l'utilizzo di queste applicazioni di tracciamento da parte del 10-20% degli utenti, percentuale non alta ma, a suo giudizio, sufficiente a ottenere buoni risultati.

Google e Apple hanno deciso di lavorare insieme a questo progetto. L'amministratore delegato di Apple Tim Cook e Pichai hanno raggiunto un accordo per integrare le loro piattaforme. Pare che i due colossi tecnologici abbiano in programma altri progetti comuni per il futuro.

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