Un articolo di TechCrunch, datato 15 febbraio 2026, evidenzia un fenomeno di rilievo: il progressivo abbandono dei corsi di laurea in informatica generale a favore di discipline più specializzate e percepite come maggiormente orientate al futuro. Il trend, intitolato «The Great Computer Science Exodus (and Where Students Are Going Instead)», merita un’analisi approfondita.
Il contesto delineato da TechCrunch
L’articolo segnala che molti studenti stanno voltando le spalle al tradizionale percorso in computer science, attratti da programmi dedicati all’intelligenza artificiale, alla sicurezza informatica, ai dati e ad ambiti più tattici e applicativi.
Questo spostamento non è frutto di una crisi isolata, ma emerge da mutamenti strutturali nel mercato e nelle percezioni sul ruolo delle lauree STEM.
Dati a supporto: decrescita nelle iscrizioni e timori per il futuro
Studi recenti confermano questa tendenza. Secondo il National Student Clearinghouse e la Computing Research Association (CRA), nell’autunno del 2025 si registra un calo nelle iscrizioni agli studi informatici: –15% nei corsi di laurea avanzati e –6% nei programmi biennali. Il 62% dei dipartimenti segnala una diminuzione generale, mentre il 64% degli studenti pessimisti attribuisce la propria scelta alla diffusione dell’AI e ai timori collegati (fonte: Handshake, 2026).
Anche nel sistema dell’Università della California si osserva un brusco calo, per la prima volta dall’era del dot-com.
Circa 12.652 studenti sono iscritti al corso di Informatica nell’ultimo anno accademico, con una flessione del 6% rispetto all’anno precedente e un ulteriore –3% nel 2024. Un’eccezione è rappresentata da UC San Diego, che ha introdotto un indirizzo specifico in AI, registrando un aumento nelle iscrizioni.
Il peso dell’ansia per l’automazione e la ridefinizione del valore della laurea
Uno studio qualitativo condotto presso l’Università di Toronto evidenzia come l’ansia di essere sostituiti dall’AI stia spingendo studenti di informatica verso campi meno vulnerabili, come il quantum computing o la ricerca avanzata in AI. Molti anticipano la necessità di specializzarsi o cambiare percorso ancora prima di entrare nel mondo del lavoro, ad esempio scegliendo corsi post-laurea.
Verso nuovi indirizzi: AI, cybersecurity, tecnologie applicate
La migrazione non significa uscita dal settore tecnologico, ma piuttosto una ridefinizione dei percorsi. Gli studenti privilegiano ambiti come:
- Cybersecurity, considerata una frontiera relativamente immune all’automazione.
- AI/ML, con corsi in rapida ascesa, come quelli offerti al MIT o all’UC San Diego.
- Technology specialties, quali ingegneria cloud, data engineering, SRE (site reliability engineering).
Questi indirizzi offrono maggiore concretezza professionale e rispondono a una domanda chiara del mercato.
Trend globali: iscrizioni in calo e incertezze diffuse
La tendenza si conferma anche al di fuori degli Stati Uniti. In Australia, il settore ICT ha visto un calo del 21% nelle nuove matricole, scendendo sotto il 3% del totale delle offerte universitarie, nonostante la crescente domanda di tecnologie emergenti come AI e cybersecurity.
In sintesi, il calo delle iscrizioni a informatica coincide con una trasformazione nel percepito e nel reale valore dei percorsi universitari. Molti si orientano verso alternative che promettono più immediata concretezza professionale o resistenza all’automazione.
Il tema rimane molto attuale: il modello tradizionale della laurea in informatica è in discussione. Studenti, famiglie e università stanno ridefinendo gli obiettivi dell’istruzione IT. La sfida per le istituzioni sarà ripensare il curriculum verso una maggiore specializzazione, applicabilità e resilienza rispetto all’automazione.