Nel cuore della corsa globale all’intelligenza artificiale, emerge un’esigenza decisiva: l’accesso rapido e affidabile all’elettricità. A rispondere a questa criticità è Redwood Materials, la società fondata da JB Straubel, ex CTO di Tesla. L’espansione della sua divisione di energy storage, Redwood Energy, è la componente a più rapida crescita della startup, spinta dall’AI data center boom.
Da riciclo a storage: l’evoluzione strategica di Redwood
Fino al 2025, Redwood Materials era nota per il riciclo di batterie a ioni di litio e la produzione di materiali per celle.
Dal 2025, con l’inaugurazione di Redwood Energy, l’azienda ha abbracciato la seconda vita delle batterie EV per realizzare sistemi di accumulo energetico su scala industriale, alimentando data center e infrastrutture critiche con soluzioni powered by AI. La prima realizzazione di rilievo è un microgrid da 12 MW/63 MWh, basato su batterie da veicoli elettrici dismesse ma ancora efficaci per lo storage stazionario. Si tratta del più grande del suo genere al mondo, operativo presso il campus di Sparks, Nevada, e alimenta un data center modulare con 2.000 GPU.
L’AI data center boom sta guidando questa trasformazione: Redwood Energy è il suo ramo in più rapida crescita, con un impianto e un laboratorio R&D a San Francisco, espanso a circa 55.000 ft² e con 100 collaboratori, focalizzati sull’integrazione tra hardware, software ed elettronica di potenza per data center e altre applicazioni industriali.
Dimensioni, clienti e pipeline in espansione
Il progetto presenta dimensioni significative: il microgrid da 12 MW/63 MWh è un’installazione imponente e replicabile. Redwood Energy ha inoltre predisposto una pipeline di storage che supera 1 GWh, con progetti che raggiungono centinaia di MWh e soluzioni in sviluppo nell’ordine dei GWh. Il round Series E da 425 milioni di dollari, con la partecipazione di Google e Nvidia, fornisce il capitale necessario per accelerare il ritmo di deployment e ricerca.
Un vantaggio competitivo circolare e integrato
Il modello di Redwood è circolare e verticalmente integrato: raccoglie oltre 20 GWh di batterie EV all’anno – circa il 90% del riciclo in Nord America –, le diagnostica, ne valuta la seconda vita per impiegarle in sistemi di storage, e infine le ricicla.
Questo approccio di “second-life” recupera valore che la catena di riciclo tradizionale trascurerebbe, abbattendo i costi rispetto a sistemi new-build.
Il contesto energetico dell’AI: vincoli e soluzioni
L’esplosione dei data center AI ha messo a dura prova le capacità della rete elettrica, specialmente nei corridoi Nevada-California e Texas. La risposta a questi limiti risiede nei microgrid off-grid e nei sistemi di accumulo rapido. Questa è la fetta di mercato che Redwood Energy sta colonizzando, consentendo l’avvio di impianti AI in aree dove la rete convenzionale non è sufficiente o impone ritardi cronici. L’accumulo energetico diventa così fondamentale.
Il futuro: 20 GWh di storage entro il 2028
Con l’obiettivo di raggiungere 20 GWh di storage distribuito entro il 2028, Redwood mira ad abilitare numerosi data center finora vincolati dalla rete esistente. Ogni GWh di storage significa siti AI pronti per essere operativi. Il round da 425 milioni di dollari, con una valutazione post-money superiore ai 6 miliardi, segnala come l’accumulo energetico sia ora un motore chiave per l’espansione dell’AI.
In questo scenario, l’energy storage diventa centrale: è il motore che permette all’AI data center boom di evolvere. Laddove la disponibilità di potenza era un freno, le batterie EV di seconda vita di Redwood offrono la leva per rilanciare capacità e velocità.
Redwood Energy ha trasformato un potenziale problema in un vantaggio strategico: sfruttare batterie usate per alimentare il futuro dell’AI in modo sostenibile e scalabile, un elemento cruciale nel nuovo ecosistema dell’infrastruttura digitale.