Il recente lancio del razzo New Glenn di Blue Origin si è concluso con un significativo fallimento, generando preoccupazioni per l'azienda e i suoi partner commerciali. Domenica scorsa, durante la sua terza missione, il razzo aveva l'obiettivo di posizionare in orbita il satellite Bluebird 7 di AST SpaceMobile, ma l'operazione non ha raggiunto il suo scopo primario.

Un lancio promettente, un esito inatteso

La terza missione del New Glenn era iniziata in modo promettente con il decollo dalla base di Cape Canaveral. Il booster del razzo, soprannominato "Never Tell Me The Odds", ha completato con successo il rientro, atterrando in sicurezza su un drone ship nell'Oceano Atlantico.

Questo impiego di un booster riutilizzato rappresentava un passo avanti per Blue Origin nella ricerca di una più cost-effective space exploration.

Tuttavia, dopo questo successo iniziale, Blue Origin ha annunciato che lo stadio superiore del razzo ha inserito il satellite Bluebird 7 in un'orbita significativamente più bassa rispetto a quella pianificata. Questo posizionamento "off-nominal" ha compromesso la piena funzionalità operativa del satellite, rendendo impossibili le manovre previste a tale altitudine.

Le ripercussioni per Blue Origin e AST SpaceMobile

L'incidente rappresenta un duro colpo per Blue Origin e potrebbe avere ampie ripercussioni sui suoi progetti futuri, inclusi quelli in collaborazione con la NASA.

AST SpaceMobile ha confermato che il satellite sarà destinato alla distruzione nell'atmosfera terrestre e che la perdita è coperta da una polizza assicurativa. Fortunatamente, l'azienda ha già avviato i lavori sui satelliti successivi, mitigando in parte le conseguenze economiche negative della missione fallita.

La NASA, in particolare, aveva esercitato pressioni su Blue Origin per il suo contributo alle missioni Artemis, volte a riportare l'uomo sulla Luna. Questo fallimento solleva interrogativi sull'affidabilità del New Glenn, soprattutto considerando il lungo periodo di sviluppo e gli ingenti investimenti richiesti.

Contesto competitivo e sfide future

Il fallimento potrebbe anche influenzare le ambizioni di Blue Origin in un settore già fortemente competitivo e dominato da SpaceX.

Quest'ultima ha affrontato sfide simili con la sua serie di razzi Falcon. La differenza cruciale risiede nel fatto che SpaceX, nelle fasi iniziali dei suoi lanci, ha spesso impiegato payload di test, mentre Blue Origin ha scelto di intraprendere voli commerciali regolari, assumendosi rischi maggiori.

L'errore del New Glenn genera incertezza sulla sua affidabilità, un fattore chiave per mantenere la fiducia di investitori e partner di progetto. In un mercato spaziale commerciale in rapida espansione, dove governi e aziende globali mirano a un accesso più ampio all'orbita, un incidente di questa natura sottolinea la complessità e la difficoltà di garantire precisione e affidabilità nel posizionamento orbitale.

Senza interventi correttivi significativi, Blue Origin rischia di vedere compromessa la sua posizione nel mercato dei lanci spaziali commerciali e di affrontare una maggiore pressione sui suoi progetti lunari nel prossimo futuro.