Spotify ha annunciato l'estensione della sua funzionalità AI "Prompted Playlist" anche ai podcast, finora disponibile solo per la musica. Questa innovazione, attiva in beta per gli utenti Premium in mercati anglofoni selezionati, promette di ridefinire la scoperta dei contenuti audio attraverso prompt testuali personalizzati.

L'esperienza delle playlist personalizzate

Gli utenti Premium in Stati Uniti, Canada, Regno Unito, Irlanda, Australia e Svezia – oltre ai territori in cui la funzione musicale era già presente – possono ora generare playlist di podcast.

L'accesso avviene selezionando “Create” nell’app, poi “Prompted Playlists” e inserendo un prompt come “Make a playlist of True Crime podcasts I would be interested in…” per ottenere suggerimenti su misura.

La feature offre opzioni di aggiornamento automatico: giornaliero, settimanale (con giorni selezionabili) o nessun aggiornamento. Ogni episodio incluso nella playlist è accompagnato da una breve nota che spiega il motivo della selezione, promuovendo trasparenza e coinvolgimento dell’utente.

Vantaggi per ascoltatori e creator

Lizzy Hale, Global Head of Podcast Editorial di Spotify, ha evidenziato come questa estensione miri a semplificare la scoperta dei podcast e a offrire raccomandazioni personalizzate.

Ciò favorisce l'accesso a contenuti nuovi e del back catalog, basandosi sulle preferenze attive degli ascoltatori.

Spotify sottolinea che ogni settimana vengono scoperti per la prima volta oltre 34 milioni di podcast sulla piattaforma, indicando l’importanza di ampliare gli strumenti di visibilità per i creator. Questa novità si inserisce in un contesto di aggiornamenti per i podcaster, come l'abbassamento delle soglie di monetizzazione per i video-podcast: sono richiesti tre podcast pubblicati, 2.000 ore di consumo negli ultimi 30 giorni e 1.000 ascoltatori impegnati. Alla fine del Q4 2025, Spotify contava oltre 530.000 video-podcast.

L'evoluzione di Prompted Playlist

La funzionalità Prompted Playlist è stata introdotta in beta a dicembre 2025 in Nuova Zelanda per gli utenti Premium, inizialmente solo per la musica.

La sua espansione è proseguita con il lancio negli Stati Uniti e in Canada a fine gennaio 2026, per poi raggiungere Regno Unito, Irlanda, Australia e Svezia a febbraio.

Ogni playlist creata si basa sulla cronologia di ascolto dell’utente e sulle tendenze in tempo reale. È possibile modificare i prompt in qualsiasi momento o ricominciare da capo. L’aggiornamento automatico e le note di selezione rendono l’esperienza dinamica e contestualizzata.

Impatto sul mercato audio

Estendere Prompted Playlist ai podcast rappresenta un passo importante nel valorizzare i contenuti non musicali attraverso il medesimo format di interazione conversazionale, aumentando l’engagement e offrendo ai creator un canale privilegiato per emergere.

L’uso di note contestuali amplifica la comprensione delle scelte algoritmiche, contribuendo a creare fiducia in un panorama audio sempre più affollato.

Attualmente in beta, la funzione prevede limiti d’uso e Spotify continua a raccogliere feedback per migliorarla. La roadmap futura dovrà bilanciare personalizzazione, performance e protezione dell’esperienza d’ascolto.

In un ecosistema in cui oltre 34 milioni di podcast vengono scoperti ogni settimana, questa innovazione mette in evidenza l’importanza della scoperta guidata dall’utente come elemento strategico di crescita per Spotify. Il successo di Prompted Playlists sarà misurato dalla sua capacità di combinare studio dei dati, capacità editoriale e tecnologie conversazionali, offrendo una nuova frontiera per la fruizione personalizzata dei contenuti audio.