La battaglia legale tra Apple ed Epic Games prosegue. Apple ha presentato ricorso alla Corte Suprema degli Stati Uniti per contestare le sentenze che hanno modificato regole e commissioni dell'App Store. La disputa, avviata nel 2020, riguarda la possibilità per Epic di bypassare il sistema di pagamento Apple.

Contesto e decisioni giudiziarie

Nel 2021, Apple aveva in gran parte vinto la vertenza, ma il giudice Yvonne Gonzalez Rogers le ordinò di allentare le regole anti-indirizzamento, permettendo link in-app a opzioni di pagamento alternative. Apple acconsentì, applicando una commissione del 12-27% sugli acquisti esterni.

Epic Games contestò tale pratica e, nel 2025, il giudice dichiarò Apple in disprezzo dell'ingiunzione, proibendole di riscuotere commissioni sui link nell'App Store statunitense. Da allora, Apple non ha più percepito introiti.

Il ricorso di Apple alla Corte Suprema

Apple chiede alla Corte Suprema di riesaminare le decisioni su due fronti. Primo, sostiene che la sentenza di disprezzo sia impropria poiché l'ingiunzione originale non proibiva esplicitamente l'addebito di commissioni. Secondo, contesta l'applicazione dell'ingiunzione a tutti gli sviluppatori dell'App Store, non solo a Epic Games, affermando che Epic non ha mai avviato una class action né giustificato tale estensione.

Prospettive e impatto sul settore

La situazione genera incertezza per gli sviluppatori: i link alternativi sono possibili, ma le commissioni Apple ne rendono l'uso poco conveniente. Apple ed Epic Games hanno concordato un calendario accelerato; la petizione sarà esaminata il 25 giugno, con una decisione sull'accettazione del caso attesa tra fine giugno e inizio luglio. Questa saga è cruciale per le dinamiche tra i giganti tecnologici e l'economia delle app, con l'esito che avrà profonde ripercussioni per l'intero settore.