Il 23 luglio 2026, l’India, tramite l’Indian Cyber Crime Coordination Centre (I4C), ha ordinato a GitHub di disabilitare l’accesso a tre repository del codice di Bitchat, l’app di messaggistica decentralizzata di Jack Dorsey. La motivazione ufficiale: l’app consente comunicazioni peer-to-peer via Bluetooth senza Internet, ostacolando la sorveglianza legale e favorendo «attività illecite, proteste violente, disinformazione» durante blackout digitali.

Bitchat: funzionamento e contesto

Bitchat è un’app open-source per messaggi tra dispositivi vicini, usando una rete mesh Bluetooth Low Energy.

Non richiede internet, telefono o server. I messaggi sono crittografati end-to-end e transitano su più “hop”. Con connettività, si integra con Nostr. Il provvedimento nasce dalle proteste del “Cockroach Janta Party” (CJP) a Delhi per sospette fughe di esami. Le autorità avevano già sospeso i servizi internet a Jantar Mantar, spingendo i manifestanti a usare app offline come Bitchat.

Dibattito giuridico e implicazioni

L’ordine del 23 luglio, notificato con sole tre ore di preavviso, invoca la sezione 79(3)(b) dell’Information Technology Act del 2000 e il Regolamento 3(1)(d) dell’Information Technology Rules del 2021. Questi strumenti impongono agli intermediari di rimuovere contenuti che «precludono la sorveglianza legale».

Esperti legali e difensori dei diritti digitali evidenziano la novità giuridica: l’ordine colpisce il funzionamento del software, non contenuti illegali. Mishi Choudhary di SFLC.in lo definisce un impiego senza precedenti. L’Internet Freedom Foundation (IFF) sottolinea che la rimozione dei repository non blocca l’app sui dispositivi, ma frena la revisione del codice, ostacolando la trasparenza. Access Now avverte che tali interventi, durante blackout digitali, rischiano un “blackout della comunicazione”, minacciando il diritto alla coordinazione pacifica e al dialogo privato. L’IFF giudica l’azione autoritaria per la notifica tardiva e l'assenza di contraddittorio, violando il principio di proporzionalità.

Trend globale e sfide future

Questa vicenda riflette un trend internazionale: i governi estendono i poteri coercitivi a infrastrutture e software decentralizzati. In India, modifiche alle regole digitali mirano a imporre obblighi più rigidi agli intermediari tramite ordine esecutivo, sollevando preoccupazioni su abuso di potere e sorveglianza. Regolamentare software open-source come Bitchat incide sulla libertà di innovazione. La trasparenza è cruciale; rimuovere un codebase ne compromette la revisione indipendente. La diffusione massiva dell’app (85% dei download in India tra il 17 e il 23 luglio, oltre 330.000 utenti attivi giornalieri) dimostra la sua rapida adozione strategica nei blackout.

La situazione solleva interrogativi cruciali: come bilanciare sicurezza nazionale e diritto alla comunicazione privacy-centric durante le proteste? Come adattare la regolazione a strumenti fuori dalle infrastrutture tradizionali? Sarà fondamentale definire standard chiari per distinguere l’abuso reale dall’uso legittimo di sistemi peer-to-peer, garantendo i diritti digitali essenziali senza sacrificare l’ordine pubblico ed evitando che la sicurezza diventi pretesto per una censura generalizzata della tecnologia.