Midjourney, startup di intelligenza artificiale, è in disputa legale con Disney, Universal e Warner Bros. Le major hanno citato in giudizio la startup per presunta violazione del copyright, accusandola di creare immagini di personaggi iconici come Bart Simpson e Darth Vader, protetti da diritto d'autore.

Major e Midjourney: posizioni a confronto

Le case di produzione hanno avviato la causa per impedire a Midjourney di distribuire e creare opere derivate dai loro personaggi. Il legale David Singer ha chiarito che l'obiettivo è tutelare i diritti di copyright, non bloccare l'AI.

Midjourney si difende invocando il "fair use", sostenendo che l'addestramento dei suoi modelli AI con immagini protette è legittimo e che le major stesse potrebbero adottare pratiche simili.

Trasparenza AI e implicazioni

Per la sua difesa, Midjourney ha richiesto ampia scoperta legale sull'uso dell'AI da parte delle case di produzione, chiedendo piani aziendali e rapporti. Un giudice ha limitato questa richiesta alle sole applicazioni AI rivolte al consumatore. Midjourney ha impugnato la decisione, argomentando che tale limitazione permetterebbe alle major di selezionare i documenti favorevoli, nascondendo prove cruciali. L'avvocato Bobby Ghajar ha evidenziato che se le major sviluppassero modelli AI generativi di immagini, addestrati su dati protetti senza licenza per usi interni (es.

storyboard), ciò dimostrerebbe una consuetudine industriale, utile alla difesa di Midjourney basata sul fair use.

Questa disputa solleva questioni chiave sul "fair use" e sulla proprietà intellettuale. I futuri esiti potrebbero stabilire importanti precedenti, influenzando l'equilibrio tra l'avanzamento dell'AI e la salvaguardia dei diritti d'autore. Le major, pur non volendo ostacolare l'AI creativa, evidenziano la determinazione a difendere i propri diritti.