SpaceX ha completato con successo il Volo 13 del suo megarazzo Starship, un test cruciale che ha segnato un importante passo avanti per l'azienda. Il lancio, avvenuto dalla base di SpaceX nel sud del Texas, segue un precedente tentativo fallito la scorsa settimana, dovuto al mancato avvio di diversi motori al decollo. Questa volta, la missione ha raggiunto traguardi fondamentali, culminando con un ammaraggio controllato della parte superiore della navicella Starship nell'Oceano Indiano.

Il razzo vettore Super Heavy si è sganciato da Starship due minuti dopo il decollo, effettuando a sua volta un ammaraggio controllato nel Golfo del Messico.

Durante la diretta del volo, il portavoce di SpaceX, Dan Huot, ha espresso il suo entusiasmo, definendo l'atterraggio della navicella uno "scenario da sogno". Ha sottolineato: "È la prima volta che riusciamo a mettere in acqua una Starship intatta", aggiungendo che "il numero 13 porta fortuna", riferendosi al tredicesimo volo di una Starship completamente integrata con un Super Heavy. Il Volo 13 rappresenta il secondo test per la versione V3 della Starship; il primo, avvenuto a maggio, era stato compromesso da guasti ai motori che avevano ridotto le prestazioni del razzo.

Dettagli tecnici e innovazioni del volo

Nel corso della missione, la Starship ha rilasciato venti dei più avanzati satelliti Starlink a circa 200 chilometri di altitudine, prima di iniziare la fase di rientro.

Per questo volo, sei dei trentatré motori del primo stadio erano stati sostituiti dopo il tentativo di lancio abortito della settimana precedente. Sebbene tutti i motori si siano accesi al decollo, non un numero sufficiente di essi si è riattivato per il ritorno del booster, portando a una discesa troppo rapida del Super Heavy nel Golfo del Messico. La navicella Starship, al contrario, ha completato un ammaraggio controllato esemplare, mantenendosi intatta e galleggiante nell'Oceano Indiano, a oltre 16.000 chilometri dal punto di partenza del volo. Questo risultato è stato definito da SpaceX come il miglior rientro mai registrato per il veicolo, con la navicella che ha mantenuto la sua integrità strutturale.

Il Volo 13 ha rappresentato anche il primo test di Starship da quando SpaceX è diventata una società quotata in borsa. Il tentativo di lancio fallito della settimana precedente aveva innescato una svendita delle azioni, che risultano ancora scambiate al di sotto del prezzo di IPO.

Starship: il futuro delle missioni spaziali e la collaborazione con NASA

Il programma Starship è al centro delle ambizioni di SpaceX, rappresentando il sistema di lancio più grande e potente al mondo, con un'altezza di 124 metri. La NASA ha monitorato attentamente la missione, considerandola un passo cruciale verso l'utilizzo di Starship come lander lunare per le future missioni con equipaggio, in particolare nell'ambito del programma Artemis III.

SpaceX sta lavorando intensamente per completare i test necessari in vista di un volo di prova della NASA previsto per il prossimo anno, che potrebbe aprire la strada al prossimo allunaggio.

La navicella Starship è progettata per essere completamente riutilizzabile. Durante il volo, il suo scudo termico è stato sottoposto a test specifici: alcune piastrelle termiche erano state deliberatamente dipinte di bianco per simulare la mancanza di copertura e valutare la robustezza e la resistenza alle estreme temperature di rientro. I dati raccolti sono stati considerati un successo. La costellazione Starlink di SpaceX, che conta oltre 10.000 satelliti operativi, continua a espandersi, fornendo servizi internet a livello globale. I nuovi satelliti lanciati durante questa missione hanno dimostrato la capacità di comunicare tramite laser con i modelli già in orbita, confermando il successo tecnologico anche su questo fronte.