Le compagnie telefoniche tim, vodafone e Fastweb sono state messe sotto accusa da altroconsumo. Secondo l'associazione dei consumatori, le suddette aziende avrebbero fatto cartello, ovvero si sarebbero accordate tra di loro per darsi le stesse regole, in modo da rendere vana ogni forma di recessione da parte della clientela.

In molti ricorderanno che gli operatori erano stati multati in merito alla vicenda delle bollette a 28 giorni. Di conseguenza, le società sono state obbligate a pagare una multa salata e a rientrare nei parametri relativi alla scadenza mensile delle offerte telefoniche. Nonostante ciò, Altroconsumo ha notato anche un presunto comportamento poco chiaro che le compagnie avrebbero tenuto negli ultimi giorni.

La denuncia

L'Autorità garante della concorrenza e del mercato analizzerà la questione sollevata dall'associazione di tutela dei consumatori. Secondo quest'ultima, infatti, Tim, Vodafone e Fastweb avrebbero ritoccato il costo delle offerte, confermando di fatto i guadagni relativi alla precedente fatturazione a 28 giorni, nonostante a breve saranno costrette a tornare alla classica cadenza mensile [VIDEO].

Secondo l'associazione, le compagnie sopra citate si sarebbero messe d'accordo per garantirsi l'aumento annuo dell'8,6%, bloccando in tal modo anche la libera scelta della clientela di rivolgersi eventualmente ad un altro operatore, poiché i prezzi concorrenziali sarebbero comunque simili tra loro. Ricordiamo che Vodafone ha annunciato che tornerà alla fatturazione a 30 giorni dal 25 marzo, mentre Tim si riallineerà a partire dal primo aprile.

Per Fastweb, invece, la data di introduzione dei pagamenti mensili è quella del 26 marzo per quanto riguarda le offerte mobili, mentre per quelle fisse bisognerà attendere il 5 aprile. Tuttavia, per Altronconsumo le tre società si sarebbero messe d'accordo per realizzare una sorta di cartello anti-concorrenziale che non abbatterebbe affatto i costi.

Le reazioni di Vodafone, Tim e Fastweb

Di fronte alle accuse lanciate dall'associazione, Tim ha risposto ricordando che, con il nuovo regime di pagamento, offrirà più giga agli utenti per navigare su internet. Fastweb e Vodafone, invece, non si sono scomposte più di tanto, limitandosi a ricordare come le loro offerte siano sempre molto vantaggiose per gli utenti. Inoltre gli operatori hanno ricordato che per i consumatori non c'è alcun obbligo, poiché possono recedere gratuitamente dal contratto entro 30 giorni dalla comunicazione.

Chi vuole recedere dal servizio, può farlo inviando una mail presso gli indirizzi web indicati dalle aziende stesse, oppure attraverso una raccomandata con ricevuta di ritorno. Staremo a vedere cosa succederà, e se l'Agcom interverrà davvero per prendere dei provvedimenti [VIDEO] qualora fosse appurata la reale presenza di manovre scorrette da parte delle tre compagnie telefoniche.