Un bambino di etnia rom di appena otto anni è stato abbandonato dalla madre, una rom di origine bosniaca, poco prima di Natale, per un motivo futile. "La roulotte è troppo piccola per ospitare anche lui", ha detto la madre alle forze dell'ordine quando sono andate a cercarla per riconsegnarle il bambino e avere delucidazioni in merito all'abbandono. La vicenda è avvenuta a Carmagnola, in provincia di Torino.

'La mamma non mi vuole più'

"La mamma non mi vuole più".

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Questo avrebbe detto il bambino agli agenti della polizia locale che lo hanno ritrovato a Carmagnola, piccolo paese alle porte di Torino. Il bambino era in evidente stato confusionale e vagava in solitaria, senza una meta apparente per le vie della città. Ai vigili che lo hanno ritrovato in Via del Porto, zona Motta, il piccolo ha confidato di essere stato cacciato di casa dalla madre e di essere alla ricerca di qualche parente disposto ad ospitarlo.

I vigili quindi si sono messi in cerca della madre naturale del bambino, trovandola in un campo rom di Chieri, paese della collina torinese. La donna, 38 anni di origine bosniaca, ha confermato quanto detto dal figlio. "Vivo con un nuovo compagno - ha detto la donna - e in roulotte non c'è più posto per il bambino". Gli agenti delle forze dell'ordine stentavano a credere alle loro orecchie.

I servizi sociali di Torino

La madre naturale si è quindi rifiutata di prendere nuovamente con sé il bambino.

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Il padre, di cui non si sa praticamente nulla, residente in provincia di Caserta, risulta irraggiungibile. Il bambino quindi è abbandonato a tutti gli effetti ed è stato affidato ai servizi sociali di Torino, che si prenderanno cura del piccolo con l'auto di una casa-famiglia. I genitori sono stati denunciati per abbandono di minore.

Il sindaco di Carmagnola, Ivana Gaveglio, definisce la vicenda come "una storia da spezzare il cuore" per l'efferata brutalità di un abbandono di minore in cui sembra mancare il comune senso del pudore oltre che ogni tipo di amore tra una madre e il proprio figlio.

"Il suo percorso di vita è in salita", ha giustamente osservato il sindaco che ha aggiunto come adesso sia importante dotare il bambino "di tutti gli strumenti utili per affrontarlo". Di sicuro l'accoglienza offerta dai servizi sociali della città sabauda insieme alla Caritas è un ottimo punto di partenza per cercare di recuperare la fiducia e l'amore di una così piccola e indifesa vita. Nella speranza che, prima o poi, la madre si ravveda.

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