Doccia fredda per gli appassionati di Hannibal, la serie televisiva del geniale Bryan Fuller trasmessa in Italia e negli Stati Uniti dal 2013: la Nbc ne ha annunciato la cancellazione. Il cannibale più famoso di tutti i tempi rimarrà a bocca asciutta: "Siamo stati incredibilmente orgogliosi di Hannibal durante queste tre stagioni" recita il comunicato stampa dell'emittente, complimentandosi infine con autori, interpreti e produttori.

Eppure, lo psichiatra antropofago - impersonato magistralmente dall'attore danese Mads Mikkelsen, il cattivo di 007 Casinò Royal - è stato estromesso dal grattacielo del Rockefeller Center di New York, sede del gruppo radiotelevisivo. A quanto pare, gli ascolti dei primi episodi della terza stagione - attualmente in onda negli Usa - non avrebbero avuto picchi da capogiro: sarà proprio questo il motivo della sospensione?

È probabile che la scelta della Nbc non sia dipesa esclusivamente dai dati dell'audience.

Difatti, la serie ha suscitato scandalo e attirato censure Oltreoceano, non tanto per la narrazione dell'efferatezza e della violenza - paragonando Hannibal ad altre Serie TV o film del genere, il soggetto non è inusuale - bensì per essere sconfinato oltre la morale comune, oltraggiata dalla rappresentazione dell'orrore in una forma estetica. Ad esempio, l'esecuzione delle ricette del Dr. Lecter è di eccezionale raffinatezza, degna dei migliori chef di fama internazionale: nessun dettaglio è sciatto o disordinato. Soavi atmosfere, musica classica, gesti di estrema eleganza accompagnano la prelibata cucina del noto psichiatra. Nonostante ciò, lo spettatore - rabbrividendo - non dimentica mai quale sia l'ingrediente fondamentale dei medesimi piatti.

Non finisce qui.

Gli spietati delitti commessi da Hannibal come squartatore di Chesapeake assumono anch'essi una forte valenza artistica: il cerebrale omicida - alias Lecter - compie atti criminali di forte impatto esteriore. Nel VI episodio della seconda stagione (dal titolo Futamono) è stato realizzato l'innesto chirurgico più raccapricciante che si possa immaginare: un corpo umano impiantato nel tronco di un albero. A sconvolgere è l'effetto visuale, di una bellezza macabra.

Per di più, il personaggio di Hannibal possiede un proprio e atipico senso della morale. Da vivo, l'uomo "innestato" era un consigliere comunale che non esitava ad arrecare danni all'ambiente con azioni disoneste.

Come defunto, il suo stesso corpo servirà a nutrire una pianta; una perversa applicazione del contrappasso dantesco. Raffigurando una violenza letteralmente estetica - e sovvertendo i limiti del bene e del male - Hannibal non è facilmente digeribile da un pubblico ordinario.

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