Si è deciso di seguire questa fiction per inerzia, rassegnandosi a non riconoscere alcuna qualità alla sceneggiatura e di conseguenza ai dialoghi, alle interpretazioni, alla costruzione delle sequenze. La settima puntata di Squadra Antimafia 8 andata in onda venerdì 21 ottobre doveva aprire nuovi scenari. Invece è stata lentissima e sterile.

Squadra antimafia 8. La trama tradisce le attese

Chiunque abbia una minima pratica di scrittura è consapevole che un testo non possa essere costruito con una sequela di scene madri. O di colpi di scena. La fiction è trasposizione in un racconto di vicende reali. È il punto di forza di questo genere di narrazione, specie quando si tratta di un poliziesco nel quale le indagini dovrebbero essere roba da lacrime e sangue di fatica.

Ci aspettavamo molto dopo la sesta puntata.

Squadra antimafia 8. Cosa farà De Silva?

Scoperta la relazione che intercorre tra  Ulisse Mazzeo e De Silva - che ora si chiama Leone Mazzeo, figlio del boss - la Cantalupo mette al corrente il gruppo della Duomo. De Silva, infatti, la incontra segretamente sorprendendola mentre spulcia tra archivi (costituiti da cartelle nuovissime che risalgono a quasi cinquantanni prima. Vabbè). Le conferma la sorprendente rivelazione e poi la lascia andare. Perché? È attraverso il racconto della settima puntata che si scopre cosa accadrà nella prossima. De Silva vuole essere certo che la Cantalupo e quindi tutta la Duomo sappiano cosa cercare. Per lui - e per gli sceneggiatori - questa è una possibile via di scampo alle mire da megalomane del padre. D'altronde, è abituato a fare doppio e anche triplo gioco.

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Protegge pure Patrizia dalle ire di Ulisse: segno che vuole usare anche lei per il proprio tornaconto. 

Squadra antimafia 8. Giano abbonato ai guai

La strana coppia Giano Settembrini/Carlo Nigro procede a passi da gigante verso una continua sequela di errori - se davvero i poliziotti fossero così, aiuto - senza portare alcun vantaggio alle indagini. Nigro, invaghito di Patrizia come un adolescente, fugge dall'ospedale con spalla, tendini e muscoli trapassati da un proiettile: neanche Capitan America. Vabbè. Tuttavia, continua a farsi coprire da Giano lasciandolo in una situazione complicata con la Cantalupo, che di suo è già abbastanza isterica. Giano stesso sembra proprio volersela cercare usando giustificazioni ridicole: basterebbe uno stringente colloquio "da capo" dell'improbabile Cantalupo con i due per scoprire la verità.

Facile prevedere che accadrà nella prossima puntata. Nel frattempo, Giano raccoglie la soffiata di un collega infiltrato che, in una delle tante "assurde" sparatorie da "far west al sugo", ci lascia le penne. Ucciso da chi? Da Torrisi trasformato in killer spietato dalla pretenziosa ed irresistibile Rachele ragno, quella delle sette vite. Anzi otto. Ed è proprio la Ragno a ricattare Giano puntandogli in faccia una pistola proprio nel finale: la faccenda si farà sempre più melmosa per lo sfigatissimo Settembrini già nella prossima ottava puntata.

Squadra antimafia 8. Rosalia e il grande segreto

La giovane ed intraprendente Rosalia, insistendo nell'indagine su Rosy Abate giunge a scoprire un inquietante retroscena che riguarda la madre mafiosa in galera. Trova una fotografia nella quale si vede la madre in compagnia del fratello di Rosy. Rosalia potrebbe dunque essere cugina dell'Abate? Oppure quello nella foto è addirittura il padre dell'Abate stessa: potrebbero essere sorelle? È quanto ci si attende di sapere nella prossima ottava puntata. Con l'ennesimo colpo di scena.

Squadra antimafia 8. Il piano di Ulisse Mazzeo

Nella settima puntata il nuovo boss interpretato da Ennio Fantastichini è rimasto in sottordine. Costituita una nuova famiglia per controllare Catania, ha in serbo ancora l'affare dell'uranio. Che dunque esiste. Lo affida al figlio ritrovato, De Silva alias Leone Mazzeo. Ragione per credere che la faccenda si complicherà molto nell'ottava puntata prevista per il 28 ottobre prossimo. Non vediamo l'ora.