XFactor, nel bene e nel male, fa sempre parlare molto di se ma nelle ultime settimane in maniera particolarmente negativa. A creare una forte polemica è stata l'uscita di scena dei jarvis, band milanese dedita alla rivisitazione in chiave pop-rock di vecchi brani del passato. Il programma ha dichiarato che la band ha rinunciato per "motivi personali" mentre i Jarvis sostengono di essersi solamente rifiutati di firmare un contratto di cinque album senza prima leggerlo. Insomma una diatriba che farà parlare ancora molto di se nei prossimi giorni.

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Un contratto vincolante ma unilateralmente

I Jarvis, attraverso il loro manager Larsen Premoli, ci hanno tenuto a precisare le motivazioni della scelta di rifiutare un contratto a lunga durata con Sony escludendosi, di fatto, da XFactor nonostante il programma li avesse scelti.

La causa principale di tale scelta è stata quella che il programma avesse cambiato le carte in tavola a giochi fatti, mettendoli alle strette per convincerli a firmare un contratto di 5 dischi più uno senza tuttavia permettergli di leggerlo e valutarlo prima. Anzi, la band fu sciolta e i componenti chiamati singolarmente per convincerli a firmare. L'altra motivazione, non meno importante, era che la Sony poteva scegliere entro un mese e mezzo dalla stipula di non avvalersi di tale clausola mentre i Jarvis, di fatto, si impegnavano a rispettare il contratto per almeno cinque anni senza possibilità di rescinderlo. Insomma vista la giovane età dei membri del gruppo e i loro progetti già in essere volevano solo un minimo di tempo e la possibilità di vedere e valutare prima di impegnarsi.

La risposta della Sony: Non mettiamo nessuno in carcere!

Non si è fatta ovviamente attendere la risposta dell'etichetta discografica che, attraverso il proprio portavoce Andrea Rosi, ci ha tenuto subito a precisare che le dichiarazione di Premoli e della band sono solo speculazioni e che loro non imprigionano nessuno neppure per cinque anni.

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Hanno inoltre sollevato il dubbio che forse la band voleva svincolarsi dal contratto per dedicarsi ad altri progetti con RecLab Studios con la quale attualmente collaborano. La risposta del manager dei Jarvis però è stata rapida e decisa: "Non siamo una casa discografica ma solo uno studio di registrazione. Anzi io collaboro con la band ma non lo faccio per motivi economici. Se i ragazzi non hanno voluto firmare un contratto tanto importante con la Sony chiedetevi il perché". 

Dal caso Danilo D'Ambrosio al caso Jarvis

Quella della band milanese non è, tuttavia, l'unica storia ad avere creato polemiche intorno ad XFactor. Il format televisivo qualche settimana fa aveva già ricevuto pesanti accuse da parte di un ex concorrente, Danilo D'Ambrosio. Quest'ultimo infatti sostiene che le riprese della sua eliminazione dal programma da parte dei giudici, siano state montate ad hoc per mettere la sua esibizione in cattiva luce. D'Ambrosio sostiene di avere invece avuto un buon riscontro da parte del pubblico e dei giudici ma di essere stato discriminato probabilmente per la sua passione per il rock e il metal.

Intanto i Jarvis pare abbiano ricevuto minacce di richieste di risarcimento danni e lettera di diffida da parte della direzione di XFactor per i danni subiti dal programma. Tra una polemica e l'altra intanto il format perde ascolti e forse anche credibilità. Che sia giunto il momento di premiare la musica di qualità a discapito di quella creata ad hoc per vendere e basta? A voi lettori la risposta a tale quesito.