Ha debuttato in Italia su Netflix - in contemporanea con gli Stati Uniti - la nuova serie d'azione "Shooter". La formula non è la classica "tutte le puntate in contemporanea" che piace tanto ai divoratori di telefilm. Infatti, com'è accaduto anche con "Designated survivor" (altro telefilm targato Netflix disponibile da qualche settimana nel nostro paese), il colosso dello streaming online ha preferito "tenere sulle spine" i suoi utenti, fornendo un episodio alla settimana (al momento è disponibile soltanto la prima puntata).

Tratta dal romanzo "Una pallottola per il Presidente" dello scrittore Stephen Hunter e prodotta da Mark Wahlberg, protagonista dell'omonimo action movie basato sul libro, la serie avrebbe dovuto essere presentata a metà luglio 2016 ma, a causa degli eventi di cronaca accaduti nello stesso mese (la strage di Dallas e la sparatoria al Baton Rouge), è stata posticipata fino al 15 novembre 2016.

La prima stagione, composta da un totale di dieci episodi, a giudicare dal pilot promette bene: ritmo serrato, il giusto mix di intrigo, azione, ed un po' di romanticherie, giusto per non farsi mancare nulla. Gli attori sono abbastanza bravi, a partire dal protagonista Ryan Phillippe, faccia da bravo ragazzo e fisico da stuntman. Certo, non si può parlare di capolavoro, gli stereotipi del genere ci sono tutti: l'ex-marine con una tragedia alle spalle, la famigliola felice, il complotto, il cliffhanger finale ad ogni puntata. Netflix non osa, si muove lungo i binari classici della serie d'azione e ci regala un buon prodotto di intrattenimento, ma pur sempre un prodotto.

Spoiler Shooter

Per chi non avesse letto il libro o visto l'ottimo film diretto dal bravissimo Antoine Fuqua ed interpretato da Mark Wahlberg, la serie narra le vicende dell'infallibile e pluridecorato ex-cecchino della marina degli Stati Uniti Bob Lee Swagger, ritiratosi a vita privata con la moglie e la figlia in mezzo ai boschi, dopo una missione finita tragicamente per un membro della sua squadra ed amico fraterno.

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La vita tranquilla di Bob viene interrotta dalla richiesta del suo ex-comandante, Isaac Johnson, di aiutare i servizi segreti a sventare un potenziale attentato al presidente degli Stati Uniti, messo in atto da un altro infallibile ed inafferrabile cecchino, lo stesso responsabile della morte del suo amico. Dopo un'iniziale titubanza, Swagger accetta l'incarico, ma ben presto si rende conto di essere rimasto coinvolto in un gigantesco complotto ordito ai suoi danni. Il pilot si conclude più o meno a questo punto, con un incredulo Ryan Phillippe che fissa la telecamera con gli occhi sbarrati: aspettiamoci un secondo episodio al cardiopalma.

Guardarlo o non guardarlo?

La decisione è ovviamente molto soggettiva, per cui non esiste una risposta univoca a questa domanda, ma alcune indicazioni si possono di certo dare.

Perché guardarlo? Perché generalmente le serie TV originali Netflix mantengono un livello minimo di qualità sotto il quale non scendono. Inoltre, a volte si ha solo bisogno di staccare un po' dallo stress quotidiano, per cui ritmo, sparatorie e complotti possono essere ciò che ci vuole per una serata di puro relax.

Perché non guardarlo? Sa molto di già visto: se siete appassionati di Serie TV di qualità, probabilmente restereste delusi, anche perché il film è decisamente superiore.