Lo scandalo degli abusi sessuali compiuti dal produttore americano Harvey Weinstein nel corso della sua trentennale carriera ha provocato ripercussioni in tutto il mondo. Come una valanga, le denunce delle vittime si sono moltiplicate ed allargate anche ad altri protagonisti del mondo del cinema, chiamati in causa per i loro comportamenti predatori. In Italia si sono distinte “Le Iene” di Davide Parenti: con una serie di servizi andati in onda nelle ultime puntate hanno puntato il dito contro diversi addetti ai lavori che nel nostro Paese si sarebbero macchiati di vere e proprie aggressioni e Molestie ai danni di aspiranti attrici, spesso alle prime armi, senza però fare mai apertamente i nomi dei responsabili.

Le Iene e il ‘Weinstein italiano’

In particolare ha colpito il caso, raccontato da Dino Giarrusso, di quello che per settimane è stato soprannominato il “Weinstein italiano”, un noto e potente regista e produttore romano che sarebbe stato responsabile nel corso del tempo di un numero impressionante di episodi di abuso della propria posizione di potere. La decisione di non fare nomi, per tutelare le accusatrici e per non incorrere in problemi legali, ha però generato pettegolezzi e maldicenze. In diversi hanno fatto notare che lanciare delle accuse senza dare un volto ai potenziali colpevoli avrebbe gettato discredito sull’intera categoria e impedito alla controparte di difendersi. Per giorni si è andati avanti così, anche se con i nuovi particolari l'identikit del presunto autore delle molestie era sempre più chiaro.

Il nome svelato

Ma nelle ultime ore su diversi giornali è apparso il nome di Fausto Brizzi, celebre regista di “Notte prima degli esami”, che a dire il vero circolava sui social già subito dopo la messa in onda dei primi servizi in tv. Inoltre, qualche giorno fa, il sito di gossip Dagospia e il settimanale Oggi avevano pubblicato la notizia, a firma di Alberto Dandolo, di una crisi coniugale tra il regista e la moglie, l’attrice Claudia Zanella per le “scoperte sorprendenti” che la donna avrebbe fatto nelle ultime settimane.

Ma subito era arrivata la smentita del legale della coppia, Antonio Marino. Quindi Sara Menafra sul Messaggero e Fiorenza Sarzanini sul Corriere della Sera hanno definitivamente legato il nome di Brizzi alle accuse di molestie. A questo punto l’avvocato ha scelto di diramare un comunicato in cui l’autore si difende, affermando di non aver mai avuto rapporti non consenzienti nel corso della propria carriera; inoltre, essendo del tutto estraneo alle vicende imputategli, smentisce categoricamente di aver mai avviato una negoziazione con le vittime per risarcirle dei danni, come pure è stato scritto.

L’autosospensione di Brizzi

Inoltre il regista aggiunge di aver sospeso in via precauzionale tutte le attività professionali. Non si capisce ancora se questa vicenda possa avere ripercussioni sul piano giudiziario, poiché un reato come le violenza sessuale può essere perseguito soltanto quando la presunta vittima lo denuncia entro sei mesi, ma di certo una notizia simile potrebbe avere gravi ripercussioni sulla carriera dell’accusato. Infatti per questo Natale è prevista l’uscita del suo ultimo film, “Poveri ma ricchissimi”, prodotto tra gli altri da Wildside, azienda di cui Brizzi era fino a poco tempo fa socio di minoranza. Una delle protagoniste della pellicola, Lodovica Comello è subito scesa in campo per difendere la reputazione dell’autore.

Non la pensa così Asia Argento, una delle prime a denunciare gli abusi di Weinstein, che sul suo profilo twitter attacca apertamente Brizzi: “Querelaci tutte! Non ci fai paura!”.

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