L'edizione Uk dell'Huffington Post ha pubblicato un articolo che ha suscitato scalpore, in riferimento ad un'intervista-confessione dell'attrice inglese Emma Watson al Magazine Variety. In essa l'attrice rivela di aver provato nella sua breve ma intensa carriera quello che definisce "full spectrum", lo -spettro intero-, l'intera gamma delle molestie sessuali che non sono una rarità o una novità, ma purtroppo un qualcosa di endemico e strutturale nel mondo dello spettacolo e non solo.

Nell'intervista -a cuore aperto- Emma Watson dice che purtroppo tali esperienze sono comuni per le donne coinvolgendo tutti i settori di lavoro, e questo negli Usa, in Gran Bretagna e nel resto del mondo.

Anche Emma Watson ha contribuito all'iniziativa Time's Up che mira ad offrire il supporto legale alle donne che hanno ricevuto molestie sul lavoro e che intendono adire a vie legali.

Come gli altri attori e attrici alla recente manifestazione per i Golden Globe, Emma ha vestito di nero in segno di protesta e solidarietà per le iniziative che stanno venendo alla luce a protezione delle donne di tutto il mondo.

A dimostrazione del suo impegno, alla cerimonia dei Golden Globe Emma è stata una delle 8 star che hanno invitato al loro fianco delle attiviste di spicco perché fossero vicine sul tappeto rosso e durante tutta la cerimonia ad indicare chiaramente la loro posizione.

In particolare, Emma è stata accompagnata da Marai Larasi, direttore esecutivo dell'Organizzazione Imkaan, che lotta contro le violenze a donne di etnia afro-americana e minoritaria.

Emma Watson

Classe 1990, Emma Watson ha cominciato a recitare prestissimo (dagli 11 anni), raggiungendo la fama in tutto il mondo per Hermione Granger nell'amatissima serie Harry Potter. Da allora, la sua carriera è decollata e l'attrice ha interpretato molti film di successo, tra gli altri "Noi siamo infinito" dove era Sam, con cui ha vinto numerosi riconoscimenti tra cui quello come miglior attrice al San Diego Film Critics Society Awards.

Ma Emma Watson si distingue anche nel campo dell'attivismo politico: si interessa particolarmente dei diritti delle donne nel mondo del lavoro e dal 2014 è stata nominata Goodwill Ambassador (Ambasciatrice di Buona Volontà) dall'Organizzazione delle Nazioni Unite che si occupa della parità di genere nel mondo, la UN Women, arrivando a prendersi un anno sabbatico dal lavoro proprio per seguire queste iniziative.

Time's Up

Time's Up è un movimento che è nato per cercare di rispondere agli scandali delle molestie sessuali saltate fuori da più parti nel mondo del cinema e non solo, dopo lo scandalo Weinstein: il nome la dice già lunga sul significato dell'organizzazione, precisamente "E' ora di alzarsi".

In particolare, il movimento ha pubblicato online una lettera aperta in data I Gennaio 2018 sul New York Times, rivolgendosi a tutte le donne del mondo, ma non solo: essa è stata firmata da 400 americane e britanniche appartenenti al mondo dello spettacolo e della moda. Tra le altre iniziative, si parla di un fondo di ben 13 milioni di dollari (già raccolto tramite donazioni) affidato al National Women's Law Center per la difesa di persone molestate sessualmente e di iniziative tese a sostenere la legislazione per intervenire sulle aziende che tollerano certi abusi.

Lo scandalo Weinstein

Harvey Weinstein è un famosissimo produttore cinematografico statunitense fondatore della casa Miramax che è diventata importante per i numerosi film di successo prodotti come Pulp Fiction, Shakespeare in Love o Il Paziente Inglese. E' stato a capo della sua compagnia dal 2005 al 2017 quando è stato licenziato in tronco dal suo stesso consiglio di amministrazione per i numerosi scandali a sfondo sessuale che lo hanno travolto con decine di accuse di attrici più o meno famose, tra cui Angelina Jolie, Ashley Judd o Gwineth Paltrow.

#MeToo

La reazione a Winstein e alle le situazioni di molestie vissute dalle donne di tutto il mondo è diventata virale tramite l'hastag MeToo: usata per prima da un'attivista americana, Tarana Burke, è diventata famosissima quando l'attrice Alyssa Milano l'ha ripresa e ha invitato a twittarlo continuamente per solidarietà. Da allora essa è apparsa online milioni di volte, spesso seguita da brevi note personali che parlano di situazioni analoghe vissute in ogni parte del mondo.

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