"Uno dei grandi piatti del Valdarno era il gatto in umido": questa frase scatenò il putiferio in Rai dopo la mobilitazione di Verdi, animalisti, un sottosegretario alla Salute dell'epoca, l'Ente Nazionale Protezione animali. Era il 2010 quando Beppe Bigazzi, giornalista e gastronomo toscano, nel corso di una puntata de La Prova del Cuoco, popolarissima trasmissione culinaria di Rai 1, ricordò un'antica ricetta delle sue parti a base di carne felina provocando il finimindo.

Fu sospeso dalla Rai. Ieri è morto all'età di 86 anni dopo una grave malattia.

A darne notizia ad esequie avvenute, un amico fraterno, lo chef Paolo Tizzanini del ristorante L'Acquolina di Terranuova Bracciolini, il comune in provincia di Arezzo dove Bigazzi era nato il 20 gennaio 1933. Antonella Clerici lo ha ricordato commossa sui social.

L'addio di Antonella Clerici e del pubblico sui social

Un antipatico che aveva quasi sempre ragione, un signore d'altri tempi, forse non affabile ma sapiente, infine, per Antonella Clerici, un burbero dal cuore d'oro.

In tanti sui social commemorano in queste ore Giuseppe Bigazzi, detto Beppe. Giornalista gourmet, aveva esordito nel 1995 in tv con la rubrica 'La borsa della spesa' all’interno del programma Unomattina di Rai 1, per poi passare nel 2000 alla Prova del cuoco di cui è stato anche coconduttore. I telespettatori hanno imparato a conoscerlo a fianco di Antonella Clerici rimanendo ammaliati dai suoi racconti sulla cucina italiana e i suoi prodotti tipici, in largo anticipo sui tempi: di ogni pietanza, conosceva storia e differenti versioni.

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Gossip

Prima d'essere gastronomo e volto noto del piccolo schermo, Bigazzi era stato un dirigente di aziende quali Eni e Agip. Aveva girato il mondo e l'Italia. Il suo motto era: 'la conoscenza fa la differenza'. Come esperto, a La Prova del Cuoco, ha insegnato ai telespettatori le basi della cucina tradizionale. Grazie a lui, il grande pubblico ha potuto familiarizzare con prodotti dop e 'monumenti gastronomici' da lui decantati quali il pecorino romano, il parmigiano reggiano, il Castelmagno, il fagiolo zolfino, lo zafferano di San Gimignano, l’amarone, l’Ornellaia e il Brunello di Montalcino, il cacciucco di Livorno o di Viareggio, il lardo di Colonnata, la pappa col pomodoro, la ribollita.

Con Anna Moroni, altro volto storico del programma, ha educato gli italiani a una cucina sana e ad una consapevolezza nell'acquisto degli alimenti.

Antonella Clerici, commossa, gli ha reso omaggio su Instagram: l'aveva sentito l'ultima volta qualche settimana fa, ma ben capendo che era un congedo definitivo. Ha ricordato di averlo conosciuto a Unomattina e di aver decretato il grande e longevo successo de La Prova del Cuoco con lui e Anna Moroni.

"Tanti anni insieme, indimenticabili", ha scritto. Per poi concludere: "Niente sarà più come prima". Infine lo ha invitato a non sgridare gli angeli se non dovessero cucinare con i prodotti giusti, perché anche loro sono imperfetti.

L'episodio del gatto in umido

"Berlingaccio chi non ha ciccia ammazza il gatto": Bigazzi, in una puntata del 2010 che coincideva con un giovedì grasso, riferì un proverbio toscano che sta a significare che in quel giorno di Carnevale chi non ha più carne si ciba di gatto.

Accanto a lui c'era Elisa Isordi, allora nei panni di sostituta di Antonella Clerici. Bigazzi spiegò pure la procedura per cuocere il felino al posto del coniglio: "Il gatto tenuto nell'acqua del torrente che veniva fuori con le sue carnine bianche, t'assicuro che io l'ho mangiato tante volte, è una delizia", disse in diretta a una Elisa Isoardi piuttosto interdetta, che lo invitò a cambiare argomento.

Quando il 15 febbraio 2010, fu comunicata in diretta la sospensione di Bigazzi dalla trasmissione perché la sua "ricetta del gatto in umido" aveva fatto insorgere file di animalisti essendo un animale d'affezione protetto per legge, il diretto interessato ci restò assai male. In seguito, disse di essere stato frainteso, e spiegò che nelle sue zone negli anni ’30 e ’40 del secolo scorso, a febbraio si mangiava il gatto al posto del coniglio. Allo stesso modo, c'era chi mangiava pollo o chi cercava funghi e tartufi quando non erano ancora considerati cibi di lusso.

Come gli aretini, anche liguri e vicentini facevano altrettanto, e i proverbi lo confermano, sostenne il gourmet. "Questo non vuol dire mangiare oggi la carne di gatto, ho solo rievocato usanze", disse Bigazzi.

Ma la Rai ormai l'aveva messo alla porta. In seguito, è passato a Sky, sul canale Alice, dove è stato co-conduttore del programma 'Bischeri e bischerate'. A partire dal 2013, fu poi reintegrato nel programma di Rai 1. Nella puntata di oggi de La prova del cuoco, l'attuale conduttrice, Elisa Isoardi l'ha ricordato con il coconduttore Claudio Lippi.

"Ha insegnato a tutta Italia il valore del legame tra la terra e la cucina, senza di lui non esisterebbe la tv che parla di qualità. Lui è stato il primo, 20 anni fa, oggi lo fanno tutti e non esiterebbe questa Prova del Cuoco. Grazie Beppe, soprattutto per quello che ci hai regalato", ha detto Isoardi.

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