Ghali torna a commentare la sua partecipazione alla cerimonia di apertura dei Giochi Olimpici di Milano‑Cortina, definendo l’evento un “Gran Teatro” e denunciando l’assenza di pace, armonia e umanità durante la serata. L’artista ha pubblicato un nuovo post su Instagram in cui afferma: “Pace? Armonia? Umanità? Non ho sentito niente di tutto questo ieri sera, ma l’ho sentito attraverso i vostri messaggi”.
Il silenzio mediatico e le esclusioni simboliche
Nel post, Ghali sottolinea come la sua presenza sia stata ignorata durante la trasmissione televisiva: non è stato nominato né inquadrato durante la lettura della poesia di Gianni Rodari, “Promemoria”, dedicata alla pace.
L’artista lamenta inoltre di essere stato escluso da momenti simbolici come l’esecuzione dell’inno nazionale e l’uso della lingua araba nella poesia, elementi che riteneva fondamentali per un messaggio inclusivo.
Un messaggio rivolto al pubblico
Ghali conclude il suo post con un appello al pubblico: “Le persone sono ciò che conta davvero e, in un momento di così tanto odio, vi prego di non giocare il loro gioco e di rispondere sempre come vorremmo che il mondo fosse”. Riprende infine il verso finale della poesia di Rodari: “Ci sono cose da non fare mai”.
Il messaggio dell’artista contribuisce a mantenere vivo il dibattito sul ruolo della rappresentanza culturale e sulla libertà espressiva in contesti istituzionali.