Lisa Kudrow, l'indimenticabile Phoebe di Friends, torna sugli schermi televisivi con l'ultima stagione di The Comeback, la serie satirica prodotta per HBO. L'attrice riprende i panni di Valerie Cherish, la star in crisi perenne, in una terza stagione che, disponibile dal 23 marzo sulla piattaforma Warner Bros. con un episodio a settimana per otto puntate, giunge a dodici anni dalla precedente e a ventuno dalla prima. Questa nuova serie si concentra sulle grandi incognite che riguardano il futuro di Hollywood, ponendo al centro il tema dell'intelligenza artificiale.
Nel corso della conferenza di presentazione, Kudrow ha espresso il suo profondo legame con il personaggio: “Voglio molto bene a Valerie Cherish. È importante per me. Sono orgogliosa di questa serie, credo sia la cosa migliore che abbia mai fatto”. La trama della terza stagione si apre nel 2023, con Valerie costretta all'inattività a causa dello sciopero di attori e sceneggiatori. L'attrice ha rivelato che Valerie, pur avendo conquistato un Emmy e acquisito maggiore sicurezza, vive una “disperazione” persistente dovuta alla mancanza di opportunità lavorative. Il periodo successivo allo sciopero è descritto come un momento di “deriva”, in cui le aspettative di ripartenza non si concretizzano e le occasioni sembrano svanite, riflettendo un sentimento diffuso nell'industria.
La minaccia dell’intelligenza artificiale a Hollywood
Uno degli archi narrativi centrali di questa stagione è la crescente influenza dell'intelligenza artificiale nel settore dell'intrattenimento. Valerie, all'interno della narrazione, si confronta con questo scenario dopo un incontro con Fran Drescher, che nella serie interpreta la presidente del sindacato attori. Quest'ultima la avverte in modo perentorio: “L’AI sta arrivando a farci fuori tutti”. Tre anni dopo, la previsione si realizza: Valerie riceve un'offerta per essere protagonista e produttrice esecutiva di una nuova sitcom intitolata How’s That?. Il progetto, tuttavia, è stato interamente scritto da un programma generativo, adottato dai dirigenti della rete per tagliare i costi degli sceneggiatori, all'insaputa del cast e dei produttori.
Michael Patrick King, co-creatore della serie insieme a Kudrow, ha illustrato l'approccio creativo: “Mi piace l’idea di prendere qualcosa di amaro e preoccupante e trasformarlo in qualcosa di più leggero. È come tirare fuori qualcosa dal buio”. Kudrow ha aggiunto, seduta al suo fianco: “Ridere è curativo, liberatorio”. Queste dichiarazioni sottolineano l'intento di The Comeback di affrontare tematiche serie e attuali attraverso il suo distintivo registro satirico.
Satira, evoluzione e futuro dell'industria televisiva
Fin dal suo esordio nel 2005, The Comeback ha esplorato con ironia e spirito critico le trasformazioni dell'industria televisiva. La prima stagione si concentrava sull'ascesa della reality tv, mentre nel 2014, con la seconda stagione, il focus si è spostato sui cambiamenti introdotti dallo streaming e dalla proliferazione delle produzioni seriali.
In quest'ultima stagione, la minaccia non è più solo il mercato o la fama effimera, ma la tecnologia stessa: i chatbot e l'intelligenza artificiale che rischiano di soppiantare la creatività e il lavoro umano. Kudrow ha osservato: “Avevamo pensato che la televisione dei reality avrebbe finito per uccidere le serie con sceneggiatura. Ora la paura è la stessa con i chatbot”.
La serie dipinge un'industria dello spettacolo in profonda difficoltà, caratterizzata da fusioni aziendali, tagli di personale, costi di produzione alle stelle e percentuali record di disoccupazione, oltre all'impiego di software che creano attori o scrivono sceneggiature. Se The Studio ha saputo cogliere il cinismo di Hollywood, The Comeback si configura quasi come un canto del cigno.
Le stagioni precedenti avevano mostrato una protagonista capace di adattarsi e resistere; questa terza e ultima stagione si interroga se l'intero sistema riuscirà a fare altrettanto di fronte alle sfide imposte dalle nuove tecnologie.