Caos a Belve Crime nella puntata in onda stasera su Rai 2. Tra gli ospiti intervistati da Francesca Fagnani c’è Daniele Ughetto Piampaschet, scrittore attualmente detenuto nel carcere di Torino e condannato in via definitiva a 25 anni per l’omicidio di Anthonia Egbuna, giovane prostituta nigeriana trovata senza vita nel Po nel 2012. L’uomo si è sempre proclamato innocente.

L’intervista si trasforma rapidamente in un confronto acceso, con Ughetto che punta il dito contro magistrati e investigatori, accusandoli di aver "insabbiato le carte e depistato le indagini". Il dialogo si fa teso quando Fagnani gli ricorda i contenuti delle sentenze definitive che lo indicano come responsabile del delitto: l’ospite si innervosisce, perde più volte la calma e l’intervento del suo avvocato si rende necessario per riportare la discussione su toni più controllati.

Lo scontro

Al centro del confronto ci sono anche alcuni scritti sequestrati durante le indagini, ritenuti rilevanti dagli inquirenti perché contenenti descrizioni di omicidi di prostitute nigeriane con elementi simili al caso Egbuna. Fagnani gli domanda: "Il fatto che la fine di Anthonia ricordi molto quello che è scritto nei suoi libri non le fa impressione?".

La reazione di Ughetto è immediata: "Ma davvero i giudici pensano che una persona che ha una laurea in filosofia come me sia così stupida da uccidere una persona, massacrarla, scrivere un racconto e poi conservarlo?". E aggiunge: "Secondo lei una persona è in grado di commettere un delitto e poi scrivere e tenere lì la copia?". A quel punto la conduttrice lo interrompe: "Lo sta dicendo lei".

Le accuse ai magistrati

Nel tentativo di chiarire il legame tra la sua attività letteraria e i contenuti contestati, Ughetto sostiene: "Queste ragazze fungevano anche potentemente come muse ispiratrici". E ancora: "Ho una produzione letteraria di svariate migliaia di pagine, poesie, racconti e romanzi incentrati sul mondo magico religioso della Nigeria. Anche di De Sade, leggendolo, pensavano chissà che… Uno scrittore non può essere giudicato per ciò che scrive". La replica di Fagnani è secca: "Però lei non è De Sade…".

Infine, Ughetto rilancia le sue accuse sostenendo che l’omicidio sarebbe stato commesso dalla mafia nigeriana, "protetta da politica e magistratura. Il testimone chiave che mi avrebbe assolto è scomparso. Sono stati loro a farlo sparire". Una ricostruzione che, come ricorda la conduttrice, è stata "respinta tre volte dai giudici nelle richieste di revisione che ha presentato".