Cesare (ma non solo lui) una volta che ci si recò finì per invaghirsi di Cleopatra. Napoleone vi andò a cavallo e dietro schierò un esercito di uomini fedeli ed uno stuolo di archeologi. Agatha Crhistie ne ha parlato nei suoi celebri gialli. Tanti, tantissimi contemporanei sbarcano a ridosso del Nilo sborsando cifre considerevoli pur di visitare la Valle dei Templi e la Sfinge. L’Egitto come tutte le terre che sprizzano magia e tradizioni risalenti ai tempi antichi attira sempre e comunque turisti da tutte le parti del mondo.

E quelli che non possono visitarlo, vuoi per mancanza di tempo, vuoi per carenze economiche si consolano con atlanti, foto, reportage e filmati in tv.

E’ stato così che la Dassault Systèmes, una società informatica d’oltralpe, in collaborazione col Museum of Fine Art di Boston (Usa) ha pensato bene di realizzare un progetto denominato Giza 3D.

L’intero altopiano egiziano comprensivo della sua celeberrima necropoli con tanto di cunicoli, camere segrete, camere di mezzo, luoghi di sepoltura e relativi dati e racconti delle spedizioni sono stati digitalizzati e inseriti in un contesto che permette un tour virtuale quasi come se ognuno di noi fosse proprio sul posto.

Qualcuno ha paragonato l’esperimento ad una “macchina del tempo” dove all’internauta è consentito rivivere l’epopea delle piramidi nella Piana di Giza esattamente nel periodo di massimo splendore.

Arredi, vasi, gioielli e persino le persone che partecipano alla realizzazione e alla conservazione di questi tesori sono fruibili con una verosimiglianza tridimensionale che ha del prodigioso.

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