Sono 134 le località balneari a misura di bambino che hanno ottenuto la Bandiera Verde 2016. Tra le più note, San Benedetto del Tronto (Ascoli Piceno), Gallipoli (Lecce), Forte dei Marmi (Lucca), Punta Tegge (La Maddalena) e San Vito Lo Capo (Trapani). Si tratta di spiagge pulite con acqua bassa, che presentano nelle vicinanze bar e ristoranti, e spazi dedicati ai bambini.

A decidere l’assegnazione delle Bandiere Verdi sono stati 196 pediatri, scelti come campione perché non avevano preso parte alle selezioni negli anni precedenti. Quest’anno, nel questionario 2016, sono state inserite anche spiagge proposte negli anni passati, e sono state selezionate ben 34 nuove località.

L’assegnazione della Bandiera Verde esiste dal 2008 e ha coinvolto ad oggi 2.105 pediatri.

A curare l’indagine è il pediatra Italo Farnetani. "Abbiamo consultato attraverso dei questionari circa il 15 per cento dei pediatri italiani. Per quanto riguarda la balneabilità, in Italia abbiamo tre istituzioni a garantirla: i sindaci, le Arpa regionali e le capitanerie di porto. Degli 8.000 km di spiaggia in Italia, le Bandiere Verdi sono presenti in tutte le località. Tre sono le regioni con il maggior numero di Bandiere Verdi: Sicilia, Sardegna e Calabria, 16 'ex aequo'. Chi ha più coste, ha più bandiere verdi".

Caratteristiche della spiaggia 

Per avere una spiaggia a misura di bambino, bisogna che rispecchi determinate caratteristiche. Ad esempio, che ci sia l’acqua bassa e non subito profonda, è preferibile la sabbia ai sassi e magari un po’ più di spazio tra gli ombrelloni.

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Ovviamente, è importante che sia presente un bagnino con apposite attrezzature di salvataggio. La scelta è caduta poi su località che abbiano nelle vicinanze ristoranti e negozi. "In effetti i pediatri, negli anni, hanno escluso bellissime località dove c’erano ambienti per i bambini estremamente ristretti, perché è necessario per loro avere uno spazio per giocare – ha detto Farnetani – Nelle 134 località, per la maggior parte si contano spiagge sabbiose, perché ovviamente fare buche e castelli di sabbia rientra in un aspetto psicologico; nel gioco il bambino vuole riprodurre quello che vede. Però ci sono alcune località che hanno l’acqua fruibile ma una spiaggia di sassi, a volte spiagge con meno sabbia e più sassolini. I pediatri hanno concordato che la presenza di sabbia non fosse una caratteristica così probante e necessaria, e hanno fatto altre opzioni, inserendo anche alcune spiagge con roccette e ghiaia. Questo perché ai bambini interessa più l’acqua, andare al mare con il secchiello e l’innaffiatoio a loro piace comunque.

Così, quest’anno, nella lista delle spiagge con la Bandiera Verde si contano delle new entry con sassi e ghiaia".

Si potrebbe pensare che con dei bambini sia meglio trovarsi in spiagge isolate ma non è esattamente così. Fino ai sei anni, i genitori sono il centro del mondo per il proprio figlio e possono preferire mete poco affollate. Ma dai sei anni in poi, i più piccoli hanno bisogno di socializzare, parlare e incontrare i loro coetanei. La presenza di altre persone e magari di musica stimola il cervello dei bambini.

Ci sono giochi in spiaggia che sconsiglierebbe? "Sono contrario alla violenza – ha spiegato Farnetani – invece che la pistola ad acqua facciamo, ad esempio, il dinosauro ad acqua. Eviterei tutto ciò che richiama alle armi e alla guerra. Eviterei anche che i bambini usino il retino per prendere i pesci. Anche se poi il pesce viene ributtato in acqua, perché molti comunque non riescono poi a sopravvivere. Questo perché un adulto ha già una personalità formata, sa cosa siano il bene e il male, mentre non è bene che un bambino si formi con l’obiettivo di pescare per limitare la libertà di un essere vivente, tantomeno di ucciderlo. C’è anche un danno psicologico per il bambino che passa tutto il giorno a pescare, senza prendere mai niente".