“L'Italia è ripartita, il mezzogiorno no”. È con questa affermazione che #Matteo Renzi apre il dibattito interno al #Pd in merito alla “questione meridionale” di cui aveva già avuto modo di discutere a colpi di tweet con lo scrittore Roberto Saviano. Uno scambio di battute al vetriolo quello tra il Premier e l'autore di “Gomorra” che, senza alcun dubbio, ha destato non poco scompiglio sia nelle file dell'opposizione che in quelle della maggioranza. Dal canto suo, però, Renzi, facendosi scudo della verve diplomatica che lo caratterizza, ha tentato di sgonfiare l'enfasi mediatica creatasi in merito alla discussione ed ha affermato che il Nord sta palesemente manifestando i primi segni di ripresa.

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Al contrario, il Sud, nonostante abbia dato qualche flebile segnale positivo, è ancora legato a doppio filo ad una crisi che non accenna ad allentare la presa. Quella di Renzi, dunque, è una posizione chiaramente orientata a continuare il percorso delle riforme intrapreso per risollevare le sorti di un Paese apparentemente in rinascita. In ogni caso, il Segretario Renzi ha proposto al PD di riflettere in maniera approfondita in merito alla complessa situazione del Mezzogiorno ed ha rinviato la discussione al mese di settembre.

Renzi lancia l'hashtag #mezzogiornozerochiacchiere

È con questa provocazione che il Segretario Matteo Renzi ha voluto controbattere a Roberto Saviano precisando che la sua dichiarazione rilasciata dal Giappone, in cui ha definito le denunce dello scrittore “piagnistei”, voleva essere solo uno stimolo a dare e fare di più in maniera sinergica in modo tale da risanare un Sud sempre più abbandonato alla propria sorte.

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Secondo Renzi, pertanto, è arrivato il momento di smettere di andare alla ricerca dei colpevoli e mettersi a lavoro per ricostruire quel Sud che, oggi, è solo la somma di una miriade di micro-realtà in cui a farla da padrone è una pericolosa deriva anti-politica.

Progetti per il futuro: riforma e ripresa economica

Dalla Direzione del PD è emersa la volontà di continuare sulla strada delle riforme in modo tale da poter andare rapidamente verso quella ripresa economica che, per adesso, si intravede solo all'orizzonte. A riguardo, Debora Serracchiani ha parlato chiaro dicendo che il PD è disponibile al dialogo con ogni forza politica ma che l'unico obiettivo da raggiungere è quello di fare le riforme. Nessuna chiusura, quindi, neanche nei confronti di FI. Una cosa è certa: il PD di Renzi sta rottamando la vecchia guardia di un partito che, al momento, sembra andare in direzione ostinata e contraria alla minoranza interna. Per adesso, però, pare che l'ostruzionismo dei mesi scorsi si sia trasformato in un dialogo costruttivo finalizzato ad individuare scelte condivise. Che sia solo una tregua estiva? Per capirlo, non resta che aspettare settembre e vedere quali saranno le posizioni della minoranza PD in merito al patto di stabilità. #Crisi economica