L'#africa è un paese ricco di risorse naturali e ciò nonostante diventa sempre più povero. Ovviamente le #Guerre contribuiscono maggiormente, dal punto di vista economico, a far sprofondare in crisi umanitarie perenni questo meraviglioso Paese. Il continente africano formato da 54 paesi, di cui più della metà sono coinvolti in sanguinose guerriglie umane, combattute tra milizie, gruppi separatisti e anarchici in azione.

L'Africa un paese martoriato dalla guerra - Da sempre nel Continente nero, le etnie e le tribù più disparate (con l'interferenza dell'Occidente), si contendono lo stesso territorio e le stesse risorse. Un Paese dalle grandi contraddizioni: così ricco di risorse minerarie, di potenzialità, di mete turistiche e allo stesso tempo simbolo del "Terzo Mondo".

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Dove ogni anno muoiono milioni di persone per la fame e dove le popolazioni, nonostante si dichiarino stanche dei massacri, continuano a combattere tra di loro.

25 Stati coinvolti in guerre

Sicuramente uno dei paesi più colpiti dal conflitto civile è la Somalia. Governata da Siad Barre per 30 anni, grazie anche all'aiuto economico di USA e ex URSS e di una politica interna intollerante, fu spodestato nel 1991. Da più parti accusato di essere il colpevole per la suddivisione del paese in clan, sub-clan e sub-sub-clan. Dopo la sua deposizione Mogadiscio diventa terreno di scontro tra Ali Mahidi e il generale Aidid e il paese cade in una sanguinosa guerra civile che fino ad oggi è costata la vita a più di mezzo milioni di essere umani.

Un altro paese sempre in guerra è la Libia del post-Gheddafi.

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Dopo la sua morte, il paese è in un caos totale. Alcune zone sono controllate da due Governi, altre fuori di ogni controllo statale e una parte controllata dall'ISIS. Ma la vera ragione del conflitto è l'egemonia totale sul petrolio non solo da parte dell'ISIS, ma anche da parte dell'Occidente.

La Nigeria di Buhari, Presidente dal 2015, sta attraversando uno dei momenti più significativi della sua storia. Nel silenzio generale dei media, gli indipendentisti della Repubblica di Biafra, stato secessionista nel sud-est della Nigeria, e i fondamentalisti di Boko Haram nel nord del paese, stanno attuando una repressione capillare, con aree rase al suolo, rapimento e stragi di donne.

Poi c'è il Mali, una delle perle del deserto del Sahara, che aveva iniziato il suo processo di democratizzazione, ma che nel 2012 ha assistito inerme, in primis, alla secessione dell'Asawad, terra natale dei Tuareg (tribù degli ultimi uomini liberi), da parte del Movimento di Liberazione Nazionale. Poi all'ascesa degli islamisti ed infine all'attacco militarizzato della Francia, che nonostante l'accordo di pace, tra Bamako e i ribelli, nel nord si registrano ancora scontri.

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Sfruttamento di coltan, oro e diamanti

Guerre infinite per lo sfruttamento delle risorse minerarie, come il coltan (materiale utilizzato nell'industria elettronica), l'oro e i diamanti, nel Sud Sudan e nel Congo. Dove gli scontri avvengono anche tra bambini-soldati e "signori della guerra" senza scrupoli. [VIDEO]

Altri paesi interessati dagli scontri interni da parte dei ribelli sono: l'Egitto (instabilità successiva alla rivolta del 2011); la Tunisia, da dove è partita la primavera araba nel dicembre 2010; la Repubblica Centrafricana, uno dei paesi più poveri della Terra, dove è ancora in atto, nonostante l'accordo di pace, una guerra civile tra i miliziani animisti anti-balaka e i musulmani Seleka; il Kenya, dove al momento a creare apprensione è il gruppo jiadista Al-Shabaab. #oro nero