Ieri, 24 luglio, un vasto rogo ha bloccato l'autostrada Adriatica in Molise. Evacuato uno stabilimento Fiat a Termoli e la carenza d'acqua ha messo in ginocchio l'agricoltura in diverse regioni. A Roma slitta ai primi di agosto il piano razionamento idrico.

Ancora incendi dolosi

Ancora incendi, certamente dolosi, che continuano a stringere in una morsa, ancora il centro sud. Roghi hanno devastato ampie zone in Sicilia, Campania, Puglia, Sardegna e nel Molise. Ieri a Termoli ad essere evacuato è stato lo stabilimento della Fiat.

Le fiamme, partite da alcune sterpaglie, hanno presto raggiunto le recinzioni e distrutto due tensostrutture. I treni della vicina linea ferroviaria, hanno ripreso a viaggiare solo in serata con ritardi di cinque ore, mentre Autostrade ha chiuso, per motivi di sicurezza, 20 km di A14, in entrambe le direzioni per oltre 3 ore, tra Passo sud e Poggio Imperiale. Fiamme pure in Lombardia. Ieri sera è andato in fiamme un deposito di stoccaggio rifiuti nei pressi di Milano.

Si terrà oggi pomeriggio in Campidoglio, il vertice tra Acea e regione Lazio, per scongiurare il razionamento dell'acqua nella capitale, con la sindaca Raggi nel ruolo di mediatrice tra la controllata multi-utily e la regione di Zingaretti.

In frizione da alcuni giorni i seguito alla decisione di quest'ultima di bloccare i prelievi d'acqua nel lago di Bracciano a rischio catastrofe naturale per la siccità. Un'ordinanza che Acea aveva definito illegittima e abnorme a cui ha risposto annunciando il razionamento d'acqua per otto ore a turni nei quartieri romani.

Il countdown è già inizato

La regione ha chiesto ad Acea soluzioni alternative, come quella di attingere da altri bacini come "il Peschiera", serbatoio che già fornisce il 70% dell'acqua nella capitale.

E il countdown è già iniziato. Venerdì dovrebbe essere chiuso l'afflusso dal lago di Bracciano e gli effetti, ha spiegato il Presidente Acea Saccani, si vedranno ai primi di agosto. Intanto sono stati chiusi trecento, dei 2.500 "nasoni", le storiche fontanelle di Roma. Dal canto suo il Vaticano ha spento le fontane dentro e ai suoi confini e quelle di Piazza San Pietro.

Resta sullo sfondo della contesa politica sull'erogazione dell'acqua, il dramma della siccità che, oltre ad abbassare il livello di parecchi laghi del nord Italia, sta piegando le campagne un po' ovunque.

Domani ci sarà l'audizione del Ministro Galletti davanti alla Commissione Ambiente.

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