Mobilità, servizi interconnessi, sicurezza delle aree urbane, vivibilità degli spazi pubblici, tecnologie a servizio dei cittadini, riqualificazione delle aree dismesse, interazione tra pubblico e privato, possibilità civica di partecipare più attivamente e facilmente allo sviluppo della città, politiche immobiliari mirate, sono tutti fattori ad alto valore per lo sviluppo di una città che vuole crescere in modo organizzato, disegnata a misura e attorno al cittadino.
La città intelligente si connette e impiega le “autostrade digitali” per raccogliere e organizzare le informazioni ottenute con l’erogazione dei servizi e il dialogo continuo con la cittadinanza.
In pratica, si tratta di costruire e gestire un sistema informativo con dispositivi e applicazioni funzionanti sempre, attorno a progetti sostenibili di sviluppo della città, offrendo vantaggi al pubblico con la priorità di migliorare la qualità della vita sulle direttrici sensibili già individuate da ciascun comune e dalle quali partire per dare corpo all’intelligenza collettiva strutturale nella quale riconoscersi e agire.
I finanziamenti UE sono pronti a sostenere i progetti più convincenti ma è necessario in Italia aggregarsi in termini di priorità da soddisfare essendo i soldi limitati a causa delle condizioni di recessione. Ciò insegna che nel recente passato non si è avuta la strategia risolutiva di sviluppo collettivo ma oggi ciò che si può fare è riprendere in mano le priorità essenziali e progettare la funzionalità pubblica delle città riuscendo a ottenere con meno costi il massimo ottenibile, adottando una politica di ridefinizione del sistema operativo pubblico in ottemperanza al mantenimento dei servizi per la cittadinanza.
L’ANCI ha elaborato degli studi che permettono ai comuni ci confrontare le loro esigenze con altri raggruppamenti omogenei di città con problemi simili e risoluzioni studiate. Ci sono variabili sensibili imprescindibili per rendere una città, un modello più intelligente di sistema che interagisca col pubblico e privato. L’acqua pubblica, aria pulita, verde, casa, energia, sanità, trasporti, organizzazione degli spazi, benessere sociale, trattamento dei rifiuti, connettività, queste le principali priorità da fare interagire definendo un modello di cooperazione a 360° nel quale nessuno è escluso e tutti possono apportare il proprio contributo di conoscenza e impegno.
A livello internazionale sono già esistenti esempi eccellenti di “Smart City” e studiarli è un dovere.
In seguito, rinforzata la conoscenza è impellente passare alla fase del dialogo partecipativo permanente con il fine di giungere a una sintesi convinta di rimodellamento dei confini culturali in tema di vita in città.