La Commissione Pesca del Parlamento Europeo (PECH) nella giornata di ieri ha adottato un progetto di risoluzione in favore di una pesca sostenibile all’interno dell’UE. Si è trattato di un voto difficile che ha visto 13 favorevoli, 10 contrari e 2 astenuti, con 104 emendamenti di compromesso estratti tra gli oltre 3000 emendamenti presentati in totale.
Uno dei punti chiave della Politica comune della pesca è rappresentato dalla fissazione di un rendimento massimo sostenibile (MSY). Si tratta di un sistema di gestione a lungo termine inteso a garantire uno sfruttamento sostenibile delle risorse marine che si pone come obiettivo la ricostituzione degli stock ittici depauperati.
In base a diversi studi scientifici, circa l'80 % degli stock ittici europei sono difatti attualmente sovra-sfruttati rispetto a quella che dovrebbe essere una gestione oculata e fondata sul rendimento massimo sostenibile. Entro il 2015 il sistema di pesca basato sul rendimento massimo sostenibile dovrà avere piena applicazione e la Commissione sarà chiamata ad elaborare una serie di piani pluriennali a lungo termine (MAP), ciascuno dei quali definirà il tasso di pesca appropriato per singolo stock interessato.
Altro punto chiave è quello legato alla eliminazione delle catture accessorie ed alla conseguente eliminazione dei rigetti in mare, cioè lo scarico a mare dei pesci di scarso valore commerciale e sottotaglia, frutto di una pesca poco selettiva e spesso attuata con reti non attrezzature non proprio a norma.
La Commissione ha inoltre previsto comportamenti che dovranno essere tenuti per la pesca in acque extra-europee : le flotte dell’UE potranno pescare solamente le eccedenze dei paesi extra UE. Ulteriore obiettivo posto è quello della lotta alla pesca illegale, non regolamentata o non dichiarata (INN).
In merito all’adozione del progetto di risoluzione, queste sono le dichiarazioni ufficiali di Roberto Ferrigno, Coordinatore WWF per la Pesca: "Il WWF è enormemente felice. Questa è una tappa fondamentale per attuare una vera riforma della politica comune della pesca europea, per rendere la pesca più sostenibile.
E ciò è stato ottenuto nonostante l'opposizione implacabile di alcuni individui in seno alla Commissione Pesca del Parlamento Europeo, che hanno lottato a lungo per mantenere lo status quo.
Si tratta di una vittoria per lo straordinario gruppo di deputati che hanno fortemente voluto questo cambiamento.
La Commissione Pesca del Parlamento europeo ha dimostrato con questo voto che il Parlamento europeo ascolta i pareri scientifici e vuole realmente ricostituire gli stock ittici”.