Dopo la principale scossa di terremoto registrata a 83 km a Est di Khash, al confine sud-ovest del Pakistan, in Iran, alle ore 10:44 locali (13:14 in Italia) del 16 aprile 2013, si è verificata un'altra scossa nella mattina iraniana pari a magnitudo 5.7, seguita dopo un'ora e mezza da una successiva di 5.0.
Non convince il bilancio delle vittime dichiarato dalle fonti ufficiali dell'Iran in seguito alla scossa di terremoto principale del 17 aprile, si è parlato di 46 morti, mentre la politica locale afferma che è stata accertata solo 1 vittima.
Si è parlato di 34 morti in Pakistan, ma nemmeno questa notizia di stampa trova conferma.
E' ovvio che si tenda a non voler allarmare le popolazioni, in quanto solo una settimana fa, un altro terremoto a Busher, sempre in Iran, aveva provocato 37 morti. Stavolta però, arrivano voci da un Istituto americano (USGS) che si occupa fra l'altro, anche delle conseguenze dei terremoti, L'USGS dopo aver esaminato tecnicamente profondità e territorio colpiti dal sisma e successivamente il tipo di zona colpita a livello di costruzioni, trae la conclusione che un terremoto di tale intensità e con queste caratteristiche, tenda a provocare almeno centinaia di morti fino al migliaio possibile.
Ciò vorrebbe dire che dall'Iran le notizie reali vengono volutamente occultate, e non sarebbe certo la prima volta che in quelle zone asiatiche, le notizie non corrispondano alla realtà.
Ma stamane un terremoto è stato avvertito anche la Papa Nuova Guinea, scossa di magnitudo 6.8 che fa scattare l'allarme tsunami.
In ogni caso, il numero delle vittime in Iran è destinato purtroppo ad aumentare, o almeno dovrebbe succedere quando le fonti governative vorranno divulgare i dati delle conseguenze reali, d'altronde si sa che villaggi e varie zone sono state rase al suolo, si attendono dunque ulteriori notizie.