Le ecomafiefatturano in Italia 16,7 miliardi di euro ogni anno, sono 34.120 i reatiaccertati e 28.132 le persone denunciate, appartenenti a 302 clan (6 in piùrispetto a quanto emergeva dal precedente rapporto), con 8.286 sequestrieffettuati e 161 ordinanze di custodia cautelare emesse.

Questi i numeri che insintesi fotografano la gravità del fenomeno presente sul nostro territorio. Il45,7% dei reati in questione è concentrato nelle 4 regioni caratterizzate per tristetradizione dalla presenza mafiosa (Campania, Sicilia, Calabria e Puglia), maviene segnalato in forte aumento anche nella maggior parte delle altre regionicon gli aumenti più sensibili registrati in Veneto (+18,9%), Toscana (+15,4%),Lazio (+13,2%) e Liguria (+9,1%).

In crescitai reati contro gli animali e la fauna selvatica (+6,4%) che si attestanoattorno a quota 8.000 (quasi 22 al giorno).

Cresce ancheil numero degli incendi boschivi (+4,6%).

Riguardoalla cementificazione Campania e Puglia sono, nell'ordine, le due regioni incui il fenomeno è maggiormente presente, prima fra le regioni del Nord è laLombardia, mentre la maggior crescita esponenziale si registra in Trentino AltoAdige (illeciti addirittura triplicati in un solo anno).

Riguardo airifiuti e alle discariche abusive, in testa sempre Campania (con la gravissimasituazione della provincia di Napoli) e Calabria, ma è la Puglia la regione cheregistra il maggior incremento, e le cose non vanno meglio in Sardegna (quintain questa speciale classifica).

"I dati riassunti in questo rapporto - hadichiarato il responsabile dell'Osservatorio Ambiente e legalità di LegambienteEnrico Fontana - impongono, l'adozione di un pacchetto di misure indispensabiliper contrastare in maniera decisamente più efficace la minaccia rappresentatadai fenomeni di criminalità ambientale che avvelenano il nostro paese. La primaproposta riguarda l'introduzione dei delitti ambientali nel nostro codicepenale, con l'approvazione  del disegno di legge già licenziato dalgoverno Prodi nel 2007 e ripresentato in questa legislatura dal presidentedella Commissione ambiente della Camera, Ermete Realacci, che consentirà allamagistratura e alle forze dell'ordine di intervenire in maniera più adeguata. Lariforma del sistema di tutela penale dell'ambiente – precisa Fontana – è peraltroprevista dalla direttiva UE n. 99 del 2008 in materia di tutela penaledell'ambiente, che l'Italia ha formalmente recepito ma fino ad ora sostanzialmente disatteso".

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